MASSIMO FESTA: “ERO GRINTOSO, ESPLOSIVO E…PROTAGONISTA”

Il Basket calabrese ha dato i natali a grandissimi tiratori.

Giocatori eccezionali, straccia retine in grado di dominare partite e campionati.

Tra questi, deteniene un posto d’assoluto rilievo Massimo Festa.

Le  partite di quei tempi, talvolta, iniziavano così: palla a due, Festa in contropiede e schiacciata bimane pronta ad alzare il tasso di showtime sui parquet regionali.

Tanti altri lo ricordano come Coach del Pollino di Castrovillari dopo un trascorso da giocatore proprio nella compagine dei lupi.

Le sue, origini,però, sono pellaresi doc, al cento per cento per un team, quello della Basket Pellaro che ha fatto epoca.

 

Innanzitutto, come stai vivendo questo lungo periodo di stop dovuto al Covid 19?

 

Salve a tutti i lettori di Rac.

Sto bene ed insieme alla mia famiglia siamo in quarantena.

E’ un lungo periodo di stop da tutto,

A dire il vero,però trovo sempre il modo di allenarmi in casa o in giardino.

 

Abbiamo tanti lettori che non hanno mai visto giocare Massimo Festa. Ci puoi raccontare, all’interno di un disegno introspettivo, che giocatore è stato?

 

Per quanto riguarda la mia carriera, ho iniziato a giocare a basket all’età di soli 11 anni con il Basket Pellaro, dove ci allenavamo e giocavamo in un campo di scuole elementari all’aperto.

Da lì è partita la mia avventura, affrontando diversi campionati giovanili.

In seguito, passai alla Cestistica Piero Viola Reggio Calabria con cui partecipai a campionati nazionali, cadetti e juniores.

Feci parte,inoltre, della rappresentativa regionale arrivando quinti a livello nazionale.

Proseguii il mio viaggio ritornando alla Basket Pellaro in serie D, a Castrovillari, serie c1 e c2, un anno a Cosenza, due anni a Lamezia con una promozione e infine quattro anni a Senise, dove conclusi la mia carriera da giocatore.

Come giocatore, alto 1.93, mi consideravano un Jolly, cambiando diversi ruoli: pivot, ala grande e ala piccola. Ero grintoso, esplosivo e “protagonista”.

 

Abbiamo intervistato Stefano Laganà qualche giorno fa. Che ci puoi dire di questo Coach?

 

Stefano Laganà, è il mio primo coach, indimenticabile ed indelebile.

Grazie a lui, ho sognato, combattuto e ottenuto grandi soddisfazioni.

Ancora oggi provo grande stima per lui e non smetterò mai di ringraziarlo.  

 

Giovanili della Viola. Anni d’oro e super squadre giovanili. Che anni erano?

 

Appena ho scoperto di essere stato “scelto” da questa grande società, la mia vita è cambiata.

Nonostante facessi tanti sacrifici, viaggiando, ho sempre cercato di dare il meglio per questa società, che mi ha dato l’opportunità di girare l’Italia, avendo come allenatori Gaetano Gebbia, Gianni Tripodi e Giovanni Benedetto, i quali hanno saputo valorizzarmi tecnicamente.

Correva l’anno 1986,al PalaBotteghelle, ho avuto la fortuna di conoscere il mio grande idolo, Kobe Bryant che seguiva le orme del papà Joe prima di diventare un mito assoluto del basket globale.

 

Pensi di ritornare ad allenare?

 

Oggi mi occupo di altro, il basket è sempre stato il mio “secondo” lavoro, la mia grande passione.

Ho iniziato ad allenare a Castrovillari, per diversi anni, concludendo questa esperienza da allenatore a Senise, con una promozione in serie C1.

 

Ruvolo, i fratelli Festa, Diego e Tonino Viglianisi ecc ecc. Che basket si giocava nella tua Pellaro?

 

Il mio paese d’origine, Pellaro, tanti ricordi in serie D.

Il basket, a quell’epoca, era molto intenso e ricco di scontri avvincenti.

I miei compagni erano come fratelli anche se con me giocava il mio fratello di sangue, Mario.

Anni di spicco e indelebili, da cui tutto iniziò.

Ringrazio di cuore tutti i miei compagni, seguaci, allenatori e società.

Vi abbraccio forte, e auguro a tutti i giovani di continuare a sognare, non mollare mai e amare questo sport, il mio bellissimo sport.

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