MATTEO STRACUZZI: “QUESTO TITOLO CSI È PER TUTTA REGGIO, UNA SQUADRA, UNA FAMIGLIA”
L’intervista in estratto dal Docu-film alla guardia della Reghion, fresco campione nazionale CSI, che racconta emozioni, legami e la magia di un basket “popolare” che unisce la città
Reggio Calabria – Matteo Stracuzzi, guardia della Reghion Basket, campione nazionale CSI, non nasconde l’emozione quando ripercorre l’incredibile stagione appena conclusa. In un’intervista a caldo, l’esterno reggino racconta cosa abbia significato questo trionfo, tra legami indissolubili, tifosi da urlo e una squadra che è diventata una vera famiglia.
“Quante emozioni, Matteo? Bentrovato!”
“Beh, intanto grazie. Bentrovati anche a voi. Quante? Eh, diciamo che è difficile quantificarle, perché ogni partita ha avuto una storia a sé.”
Stracuzzi non ha dubbi: il vero motore di questa cavalcata è stato l’orgoglio di rappresentare qualcosa di più di una semplice squadra. “Il filo conduttore è stato l’orgoglio di rappresentare un gruppo, una famiglia, una modalità di intendere il basket. Sì, siamo amatoriali, ma ci mettiamo passione, amore per questo gioco e soprattutto una voglia sconfinata di portare avanti lo sport in città.”
E poi c’è stato il tifo, travolgente, che ha trasformato ogni partita in un evento. “A casa c’è stata la curva a ogni match, nonostante gli orari fossero spesso complicati. So di esultanze in uffici, durante riunioni… È stata la cosa più bella, le testimonianze che ci sono arrivate da tutta Reggio, soprattutto grazie a voi di Rac, che ci avete fatto sentire parte di una comunità che vive di basket.”
Una città che, nonostante le difficoltà del movimento, non ha mai smesso di crederci. “Reggio vuole far sentire che c’è, anche a livello amatoriale, e l’anno prossimo spera di essere il centro del basket italiano. Speriamo si possa materializzare!”
La domanda è d’obbligo: “Ti aspettavi un gruppo così incredibile, tra squadra e tifosi?”
“Io me l’aspettavo, ne ero certo. Li conosco. Ma è bello che tutta Italia, grazie alla visibilità di queste finali, abbia capito cosa significa il basket popolare.”
E qui arriva la sintesi perfetta di questa avventura: “Come dicevamo in campo, non eravamo in 5, non eravamo in 6… Eravamo in 7! I 5 in campo, più la panchina che partecipava attivamente a ogni secondo, più i tifosi dei Tk che – tra l’altro – sono stati apprezzati anche dagli avversari. Hanno fatto uno spettacolo incredibile.”


