VarieVideo

Maurizio Lilli al Lumakamp: viaggio, basket e riflessioni sul movimento italiano

L’ex arbitro di Serie A Maurizio Lilli ha trovato al Lumakamp di Reggio Calabria una piacevole sorpresa: “Vedere tutti questi campi mi ha impressionato, non me l’aspettavo. Ho partecipato a molti camp, come quello di Pescasseroli, ma qui l’organizzazione è davvero ottima”.

Lilli, che nel campus ricopre il ruolo di istruttore, ammette con ironia: “Come insegnante di basket sono probabilmente il meno adatto, visto che la mia esperienza è da arbitro. Mi concentro soprattutto sui movimenti e sui falli di contatto – e sì, a volte la tentazione di fischiare è forte!”

Il dibattito si sposta sulle regole del basket moderno, in particolare sul passo zero: “La sostanza non è cambiata per i giocatori fermi, ma in movimento ora c’è più tolleranza. Forse un’influenza del basket americano. Il rischio? Che gli arbitri diventino troppo permissivi – ho visto azioni con 7 passi non chiamati!”

La conversazione tocca poi la vita dopo l’arbitraggio: “I primi anni sono stati duri. Ora seguo i giovani arbitri, ma la carenza di personale è un problema serio: in molte regioni, come il Lazio, si arbitra da soli, soprattutto nel settore giovanile femminile”.

Sul basket italiano Lilli non nasconde le preoccupazioni: “Nell’Under 20 maschile abbiamo talenti, ma quanti giocano in A1 o A2? Troppi stranieri limitano lo spazio ai nostri giovani. Una volta a 20 anni sapevi già chi sarebbe diventato Marzorati, oggi pochi emergono davvero”.

Prima di congedarsi, un ricordo commosso per Gaetano Gebbia: “Lo accompagnai nel Torneo dell’Amicizia Under 15 del 1988, con Gallinari e altri futuri nazionali. Quella sì che era una generazione!”

 
 
 

 

Show Buttons
Hide Buttons