C Campania-Calabria-Basilicata

Mucci: “Nessuno ci credeva, ora vogliamo stupire ancora”

La favola continua: la Pollino Basket sogna la Serie B. 

Castrovillari – Chi l’avrebbe mai detto. All’inizio della stagione, a guardare i nomi sul tabellino e l’età media del roster, in pochi avrebbero scommesso un solo euro su questa squadra. E invece la Pollino Basket Castrovillari si è ritrovata a scrivere una delle pagine più belle del basket calabrese degli ultimi anni: qualificazione alla Coppa Campania, secondo posto in stagione regolare e ora play-off alle porte. Una favola sportiva che ha il sapore delle grandi imprese. A raccontarla, a microfoni accesi in diretta su Tiro da 4, format condotto da Giovanni Mafrici in onda su Reggiotv, è il coach Gianfranco Mucci, artefice principale di questo miracolo sportivo costruito con pazienza, giovani e una filosofia chiara.

 

“All’inizio della stagione non ce l’aspettavamo – ammette Mucci. Era un progetto con i giovani, ero consapevole della responsabilità. Ho cercato ragazzi che si aggrappassero alla mia filosofia, e la società è stata bravissima a costruire tutto insieme. Con difficoltà e un po’ di fortuna, siamo riusciti a creare questo bel gruppo”. Un gruppo che ha saputo volare alto, alimentato da giovani esplosi quest’anno. Nomi che ora gli avversari conoscono bene, ma che fino a pochi mesi fa erano ancora acerbi o relegati in campionati minori.

Ora la testa è già alla semifinale contro Matese, un ostacolo tutt’altro che semplice. Coach Mucci analizza l’avversaria con la lucidità di chi conosce il valore dell’esperienza: “Sarà una semifinale molto difficile. Loro hanno Franco Migliori, un giocatore che è ancora in buona forma. L’ho avuto quando ero assistente a Chieti, tra A2 e B1, so bene che tipo di giocatore è e quanto può far male. Poi hanno Morvillo, che ha vinto il campionato di Serie C pugliese, e De Ninno senza dimenticare Mezzacapo. Sono ben attrezzati, con un coach che rispetto molto”.Un modo per ricordare che in Calabria, quando si parla di basket, la passione non è mai mancata.
Il discorso scivola poi su un tema più ampio, quello della difficile gestione dei giovani d’oggi. Mucci, senza giri di parole, punta il dito contro le distrazioni moderne: “Non è più l’epoca in cui i ragazzi arrivavano in palestra dopo 6-7 anni di strada, di campetto. Oggi è difficile: a volte ti trovi in Under 15 ragazzi che non sanno correre. Forse è un problema delle notifiche di TikTok” – scherza, ma non troppo.Sullo sfondo, già si intravedono gli spareggi nazionali e le temibili formazioni sarde, spesso insidiose. Ma Mucci non vuole guardare troppo lontano: “Noi ce la giochiamo tutta, ogni partita si gioca per vincere. In Sardegna ci sono nomi importanti, ma ora sono focalizzato su Matessa. Un passo alla volta: finiamo questo percorso in Campania, poi penseremo al resto”.
E mentre la squadra vola, il coach si concede un piccolo sfogo personale: gioca anche in DR2 insieme ai suoi ragazzi. Un ruolo che lo rigenera: “Mi hanno convinto, non ero sicuro. Devo dare l’esempio. Mi sto divertendo, Gazineo mi ha detto ‘vieni’ ed è stato un piacere. Lo uso come una forma di sfogo”.

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