NARDO’ CHIEDE SCUSA AL DUO ARBITRALE

Anzitutto, a mente fredda, si riconosce che i toni adoperati nel “confronto” con gli arbitri avvenuto nel post gara da parte del nostro dirigente Carlo Durante, sono stati accesi ed ai limiti di un atteggiamento sportivo, sicuramente dovuti alla tensione della partita che ha generato un forte nervosismo amplificato poi dal risultato negativo.
Si è certamente trattato di un serrato ed animato “faccia a faccia” dove i termini ed i toni utilizzati hanno travalicato i limiti consentiti e di questo sia la Società che il dirigente ne fanno pubblica ammenda e rivolgono agli arbitri le proprie sincere scuse

Ciò che si respinge con fermezza e decisione, però, è la sola idea che qualcuno possa essersi reso responsabile di atti di violenza fisica nei confronti degli arbitri così come riportato negli atti ufficiali.
Nelle concitate fasi del rientro negli spogliatoi nessuno ha attentato all’incolumitá fisica degli ufficiali di gara, tanto più che, sul posto, erano presenti in quanto chiamati come in ogni gara dalla stessa società come prescritto dal regolamento sia gli agenti del locale Commissariato di PS che i Carabinieri della locale Stazione. Erano presenti inoltre anche due medici ed il servizio di ambulanza, come da regolamento, del quale nessuno ha richiesto l’intervento pur essendo a completa disposizione.

A ciò si deve aggiungere la fattiva e concreta attività prestata, in qualità di dirigente addetto agli arbitri, del sig. Valentino Mandolfo, della cui reputazione adamantina non è lecito dubitare. Il quale, come prescritto dalle norme federali, ha accompagnato gli arbitri e prestato loro totale assistenza e supporto per tutto il periodo di permanenza degli ufficiali di gara nel palazzetto dello sport come accade ormai da molti anni, senza che nessuno abbia mai sottolineato un suo inadempimento. Si vuole sottolineare inoltre che è proprio grazie al lavoro prestato da quest’ultimo ed al suo intervento che è stato possibile sedare gli animi.

In conclusione, la Società, a tutela della propria immagine certamente pregiudicata dall’evidenza mediatica riservata ai fatti narrati nonché a tutela della posizione dei propri tesserati, preannuncia il reclamo alla Corte sportiva d’appello nei cui confronti nutre ampia ed incondizionata fiducia, affinché sia fatta piena luce su quanto occorso e per l’auspicato ridimensionamento delle rispettive condotte e conseguente rideterminazione delle sanzioni.

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