Nba Europe Live,diario di viaggio

 

 

In aereo con..la Viola – Ore 6.20, l’orario di partenza del volo AZ 1198 in partenza per Milano Linate dall’Aeroporto Tito Minniti di Reggio Calabria. Dopo aver effettuato il check-in mi dirigo all’imbarco e mi ritrovo davanti dei volti che definirei familiari. E’ la Viola al gran completo! Il team neroarancio giocherà in serata ad Omegna ed è partita presto per poi poter raggiungere la città piemontese, a circa un’ora di macchina dal capoluogo lombardo. Saluto da lontano Coach Bolignano che non può non notare il mio zainetto verde dei Celtics: “Boston?” – mi chiede il coach, anche se sembra aver già intuito e attende solo la mia conferma, sorrido e annuisco con la testa. Salgo le scalette dell’aereo e comincio a prendere posto, il biglietto è in classe economy e si vede, posti stretti e scomodi, ma pazienza. Ammannato, 202 cm, non riesce ad allungare tutte le gambe, temo viaggerà un po’ scomodo..Accanto a me si siede Dario Scozzaro. Ci facciamo una bella chiacchierata. Viola ed Nba i temi della nostra discussione che accompagneranno il lungo viaggio di 1h 40 min direzione Milano.

Calabresi NBA – Così ha voluto descrivere lo scatto immortalato nella sala stampa dello Sky Box del Forum di Assago il fotografo Fortunato Serranò.Tre calabresi a Milano per seguire il campionato di basket più bello del mondo, un privilegio, una grande occasione, si può essere, quel che è certo è che stata un’esperienza indimenticabile. Vivere l’NBA senza sorvolare l’Oceano non capita tutti i giorni.

Bass: l’uomo che infrange le regole – Mentre tutti i giocatori dei Celtics uscivano dal Westin Palace su auto private scortati dalla sicurezza, un solo uomo ha deciso di uscire fuori dagli schemi, infischiandosene di tutto e di tutti. Bass esce dall’albergo in t-shirt bianca epantaloni della tuta, sotto il braccio una bottiglietta d’acqua e in mano un pacchetto di noccioline, si avvia verso l’uscita superando la barriera degli uomini di sicurezza che lo guardano increduli e sale su un taxi che lo porterà in giro per Milano city, idolo!

Tutti in silenzio..spiega Garnett – In quei pochi minuti di allenamento a cui noi giornalisti abbiamo potuto assistere, l’attenzione non si è spostata verso Doc Rivers intento a dirigere l’allenamento di Pierce e compagni, ma bensì dall’altra metà campo. Lì c’era “coach” Garnett che, sotto gli occhi dei rookie, si prodigava nell’insegnare a Jeff Green i movimenti da eseguire in post basso. Mai come in quell’occasione mi era capitato di stare così attento durante una lezione. .poesia in movimento.

Arrivano i Celtics – Brividi sulla pelle all’ingresso sul parquet dei Boston Celtics sulle note di I’m shipping up to Boston dei Dropkick Murphys, atmosfera da “c’era una volta”, indescrivibile. Nel riscaldamento pre gara gli atleti bostoniani hanno poi deliziato il pubblico presente al Forum di Assago con schiacciate da All Star Game, un ricco antipasto prima della palla a due del grande evento.

Gli dei non scendono dall’Olimpo – Quasi impossibile avvicinarsi ai Big Three di Boston. Garnett, Pierce e Rondo sono sempre sfuggenti, sanno di essere i prezzi pregiati e ci tengono a non rivelarsi. E’ così facendo che aumentano il desiderio di media e tifosi, ma vederli a 30 cm di distanza basta e avanza. Quando inizia la partita noti subito la differenza tra i Big Three e il resto della squadra. Pierce trova sempre il modo di infilare la retina smarcandosi dal difensore con grande naturalezza, Garnett invece con tutti i suoi 211 cm scolpiti su un marmo di color ebano incanta il pubblico con le sue giocate in post basso. Rondo? E’ uscito dalla playstation non ci sono altre spiegazioni, basta osservare i suoi passaggi e le sue accelerazioni..don’t try this at home.

Big Shot Rob: il suo nome è leggenda – Per saperne di più chiedere al padrone di casa Giovanni Mafrici. Horry conserva all’interno del bagno di casa i sette anelli NBA vinti in 16 anni di carriera, una leggenda del basket Nba in carne ed ossa a portata di mano, disponibile e simpatico. Tra qualche anno entrerà a far parte dell’Hall of Fame, nel frattempo si dovrà accontentare di occupare uno spazio del nostro album fotografico dei ricordi.

Back to home– I bei sogni si sa durano poco. Dopo essere arrivato all’aeroporto di Linate e aver effettuato le solite procedure d’imbarco, salgo sull’AZ 7103 che mi riporterà a casa. Mentre la mia mente ripercorre la due giorni milanese, i miei occhi notano un signore con il giornale sotto il braccio che va a sedersi dietro di me, è Gaetano Gebbia. Insomma, la Viola è sempre intorno a me, non potrebbe essere altrimenti…

Giovanni Tripodi

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