NBA LONDON GAMES 2018: IL DIARIO DI RAC

di Nino Romeo e Giovanni Mafrici – Il nostro diario NBA in arrivo da Londra. Tra Larranaga, Mutombo, Parish, Sabonis, i Celtics e Phila.

Eh sì, siamo tornati da Londra, ancora una volta, la sesta consecutiva in Inghilterra per seguire l’“NBA London Game 2018”. Ve ne potevate stare tranquillamente a casa – direte – considerato che la gara era trasmessa in diretta gratuita, su Now Tv e su Sky Sport con il trio Tranquillo, Pessina, Mamoli.

Ma anche no – diciamo noi – quest’anno, a maggior ragione, non potevamo davvero mancare: l’evento londinese, al quale siamo effettivamente molto affezionati, ha finalmente fatto sbarcare alla O2 Arena una gara da leccarsi i baffi, con la squadra che sta dominando ad Est e che trasuda storia e tradizione contro un team, in arrivo sempre da quella costa, che in chiave futura può dare tanto alla Lega, ricordando i fasti di Doctor J prima ed Allen I successivamente. Parliamo ovviamente dei Boston Celtics con Kyrie Irving e dei Philadelphia 76rs con Ben Simmons e Joel Embiid.

Impianto di North Greenwich più bello che mai ed un’autentica festa, unita ad una partita vera con tanto di mini battibecco sedato, tra gli altri, dall’ ex Viola Jay Larranaga, tiratore di striscia della Viola in più annate, con Tonino Zorzi e Gaetano Gebbia, ed oggi assistant coach dei Celtics.

Oltre allo spettacolo offerto dai giocatori sul parquet, come ogni anno anche tanti personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo presenti alla O2 hanno regalato emozioni al pubblico. Al di là del già citato JJ Larranaga, anche quest’anno abbiamo intercettato un personaggio il cui nome, in un certo qual modo, è stato associato alla Viola. Eh sì, parliamo di sua maestà Arvydas Sabonis (no, no… non gli abbiamo chiesto nulla di Mimmetto ndr); lo Zar era accompagnato da due “mingherlini” come Dino Radja e Stoiko Vranković.

E le vecchie glorie? Immancabili anche loro. Oltre agli habitué John Amaechi e Dikembe Mutombo (il dito indice più famoso del mondo), ecco Andre Miller, Richard Hamilton e sua maestà, number 00 “the Chief” Robert Parish.  Prima di aprire una rubrica modello… “Ma che ne sanno i 2000?” e finire a commentare impettiti un format sugli anni ‘90 con Nicola Savino, vi garantiamo che l’NBA di oggi non è così male ed è tutt’altro che finzione.

O2 Arena “sold out” in meno di un’ora e biglietti rivenduti sui canali autorizzati a prezzi triplicati, anche questi andati quasi a ruba; poi, il consueto, incomparabile marketing della macchina organizzativa più funzionale del pianeta.

Nella consueta settimana di metà Gennaio, la National Basketball Association, con accanto quest’anno un super partner come la Nike, ha dunque tentato nuovamente l’assalto in una metropoli dove il calcio, tanto bello e dannato domina ogni centimetro. La linea NBA con il affo sta spopolando grazie ad una linea rinnovata e letteralmente straordinaria: sì, ma vuoi parlare di NBA in una città dove giocano derby di Premier League una settimana sì e l’altra pure? Dove il Tottenham sta lavorando alla costruzione di una nuova e spettacolare Arena futuristica, nientemeno che con il supporto economico della NFL (dalla prossima stagione 2 gare di regular season NFL si giocheranno a Londra ndr) e dove Arsenal,Chelsea, Crystal Palace, Everton, Leicester Cuty, West Ham ecc… ecc… rappresentano più che dei semplici club?  Sarebbe come giocare a calcio a casa di Michael Jordan, no?  Le differenze con l’Italia? Al di là della capienza della O2 Arena, ancora oggi per noi inarrivabile, non sono tantissime. I ristoranti a cinque stelle della O2 Arena sono parte integrante di un’astronave magnifica dove più volte all’anno vengono mandati in scena degli eventi imperdibili.

Le sedie…sono delle “sedie”, la sala stampa ha un back drop enorme ed i microfoni griffati NBA con l’intero team di NBA TV che ha trasmesso in diretta streaming gli interventi del commissioner Adam Silver e di tutti gli altri protagonisti, con un seguito enorme.

Ma volete mettere con le conferenze stampe dell’ultimo triennio del PalaCalafiore? Suvvia.

Ed i calabresi a Londra? Immancabili anche loro. E’ stato bellissimo ritrovare ancora due amici come Pietro Vazzana e Michele Chiappalone, reggini dentro con un pizzico di nostalgia e grande voglia di far bene in ambito lavorativo in Inghilterra (e non sono i soli). La Calabria sa lasciare il proprio marchio ed è stato piacevolissimo seguire insieme a loro la diretta di Lamezia-Rende dall’interno di un “Pret a Manger” per ammortizzare il freddo di Oxford Street.

E la gara NBA? Alla fine vincono i Celtics dopo aver recuperato uno scarto di 20 punti nella prima parte di gara. Il condottiero è ancora una volta lui: Kyrie Irving, che realizza 22 punti e dispensa palloni e sorrisi uniti ad una determinazione senza confini.

Il momento del saluto è sempre quello più triste. Ma per rompere la tristezza e’ sufficiente organizzare una bella pizza al Fratelli La Bufala di Piccadilly, sede ormai abituale dei nostri incontri londinesi. Lì abbiamo avuto il piacere di ritrovare anche l’amico Valerio D’Angelo, inviato speciale a Londra de “La Giornata Tipo”, che già avevamo incontrato alla O2 Arena tra mille peripezie organizzative. Siete curiosi di sapere cosa è successo all’Arena?

Potrete leggere tutto e di più nell’articolo di Valerio di cui trovate qui di seguito il link:

http://lagiornatatipo.it/nba-night-london/

Terminata la cena con Valerio, sempre garanzia di divertimento all’insegna delle chiacchierate sulla pallacanestro, a 360°, non resta che dare a tutti l’appuntamento all’NBA London Game 2019.

Giovanni Mafrici e Nino Romeo per Reggioacanestro.com

 

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