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NEL RICORDO DI VALENTINO BATTISTI

Lo raccontò poi CJ Kupec, gigante di quegli anni neroarancio: «Valentino era un cuoco provetto».
Dopo gli allenamenti, quando i muscoli fremevano e le risate riecheggiavano tra le pareti di casa sua, non era raro che il suo numero 14 si trasformasse in un grembiule informale. Le mani che afferravano rimbalzi e lanciavano passaggi da playmaker diventavano abili, precise, quasi delicate, nel mescolare tuorli e mascarpone.
 
La sua specialità? Un tiramisù cremoso, perfetto, che sembrava contenere la stessa alchimia della sua squadra in campo: gli strati saldi dei savoiardi, la forza del caffè, la dolcezza vellutata della crema. Un equilibrio. Quello stesso che cercava tra i compagni, tra un palleggio e uno scherzo in dialetto adattato per lui che arrivava dall’Olimpia Millano..
Nel 2019, Valentino Battisti ci ha lasciati. Per la storia della Viola fu una perdita profonda. Lui, storico numero 14 della Cestistica di Gianfranco Benvenuti, ha fatto parte – fondamentale e importante – della grande Cestistica Piero Viola dal 1981 al 1984, contribuendo a due indimenticabili promozioni. Ha giocato con profitto anche per Olimpia Milano, Treviso, Pavia, Siena e Virtus Bologna, con cui ha vinto uno scudetto, cucendosi sul petto le V di Bologna.
E il suo tiramisù, per chi ha avuto la fortuna di assaggiarlo, fu davvero una medaglia d’oro
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