OBIETTIVO:PROVARE AD ARRIVARE AL 50%

Garantire la presenza di pubblico alle manifestazioni sportive è la richiesta unanime di tutto il mondo dello sport. Se ne è parlato ieri nel convegno Meeting di Rimini, dove il clou degli interventi ha visto protagonista la Sottosegretaria allo sport Valentina Vezzali.

Sportivi da divano. L’Italia dello sport ha vissuto un periodo esaltante, è stato un anno straordinario, in un paese di sportivi da divano: tutti pronti a tifare agli Europei, ma poi non si alzano. L’Italia è quintultima in Europa per numero di praticanti sportivi.

Impiantistica. In questo contesto di carenza di impinati sportivi si colloca la storica medaglia d’oro nell’inseguimento in pista. Accade in un paese che ha un solo velodromo al coperto e che adesso è in manutenzione, perché ci piove dentro. Non si può continuare a vivere di miracoli.

Si plaude alla riforma. In questo scenario i successi italiani sono straordinari, che arrivano anche grazie alla riforma del 2018. La Fidal ne è l’esempio: ha ricevuto oltre 6 milioni in più ed è passata da 38 a 76 qualificati per le Olimpiadi, e 5 medaglie d’oro; ma ci sono anche altre discipline che stanno vivendo periodi di risultati rigogliosi.

Interventi. Lo sport, soprattutto dopo quanto ha subito in pandemia, ha bisogno di interventi concreti e strutturali: rappresenta il 2% del pil. Non si può più perdere tempo, anche per la sedentarietà tra i più giovani: nel 2019 uno su 5 era sedentario, dopo la pandemia il dato si è tristemente aggregato.Occasioni. C’è il Pnrr: stanzia per lo sport un miliardo. Voglio inoltre una svolta verso una maggiore incisività di Sport e Salute, che in questi due anni è stata vista come semplice erogatrice di fondi ma il cui compito è quello di permettere di migliorare la pratica sportiva del paese, ripeto al quintultimo posto in Europa. Un’altra sfida è portare lo sport al centro della vita scolastica.

50% presenze al chiuso. Abbiamo ascoltato tutti,­ dai presidenti federali, alle leghe di pallavolo, calcio e basket e ci siamo confrontati anche con il CTS. Questo vuole essere un punto di partenza, ovviamente siamo tutti molto cauti perché dobbiamo valutare le condizioni epidemiologiche, ma se tutto dovesse andare come deve andare, mi auguro che presto si possa arrivare anche nei palazzetti al chiuso al 50% di presenze.

 
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