One Day in Nba

 

 

LONDRA – L’NBA è sbarcata nuovamente in Europa e così come lo scorso anno, quando avevamo seguito dal vivo il match Knicks – Pistons, Reggioacanestro è partita il 16 Gennaio alla volta della capitale britannica per seguire la gara di regular season tra Atlanta Hawks e Brooklyn Nets.

Il teatro è sempre quello della splendida O2 Arena di North Greenwich, inaugurata nel 2007; un impianto magico, che può ospitare 20.000 spettatori e che nulla ha da invidiare alle più attrezzate strutture negli Stati Uniti. Entriamo e veniamo accolti nella sala stampa, in attesa del programma di conferenze previsto prima della partita.

Leggiamo i due roster e troviamo subito qualche collegamento, seppur indiretto, con la Viola e Reggio: assistant coach dei Brooklyn Nets è Joe Prunty, che è anche coach della nazionale di basket della Gran Bretagna (delle riserve a casa fa parte anche il “nostro” Ashley Hamilton).  Dall’altra parte, con gli Atlanta Hawks troviamo coach Mike Budenholzer, per 15 anni assistant coach dei San Antonio Spurs di Manu Ginobili ed il general manager Danny Ferry, ex Messaggero Roma stagione 1989-90. E’ proprio con Danny Ferry, incrociato a bordo campo prima della partita, che ci emozioniamo ricordando la partita del Marzo 1990 tra Viola e Messaggero: “Ciao Danny, ci ricordiamo di te in una partita a Reggio Calabria nel 1990 contro la Viola”,  Ferry, nonostante siano passati ben 24 anni, replica con un grande sorriso e senza esitare un secondo: “Ohhhh Reggio Calabria…. mi ricordo benissimo… avevate Dan Caldwell… un grande”. Si parla di quel Viola-Messaggero del 10 Marzo 1990, vinta dai neroarancio per 98-92 nonostante un Danny Ferry da 35 punti, a cui rispose proprio Dan Caldwell con 34.

Dopo le emozioni neroarancio, proseguiamo la nostra serata NBA con la conferenza stampa dei due coach: Budenholzer (Hawks) e Jason Kidd (Nets), seguita da un veloce incontro nella “mixed zone” con il proprietario dei Brooklyn Nets, il miliardario russo Mikhail Prokhorov, oggi il decimo uomo più ricco di Russia (Roman Abramovich occupa il tredicesimo posto in questa classifica). Pochi minuti dopo, ecco l’attesissima conferenza stampa di David Stern ed Adam Silver, rispettivamente attuale e futuro Commissioner della NBA. E’ proprio il prossimo passaggio di consegne (Stern dovrebbe lasciare il 1° Febbraio 2014) uno degli argomenti centrali della conferenza stampa, che spazia poi sui consueti temi affrontati in occasione degli eventi europei; alla ormai classica domanda sulla possibilità di rivedere eventi NBA anche in Grecia, Spagna, Turchia o Italia, Stern replica prontamente che sarà Adam Silver a decidere ma che sicuramente non mancheranno le occasioni per rivedere l’NBA anche negli altri paesi europei… anche in Italia – ci tiene a precisare – ma aggiunge: “anche se il Forum è vecchio quanto me”.

Terminata la conferenza stampa voliamo sul parquet e via ai due inni nazionali, quello statunitense cantato da Shamea Morton, cheerleader degli Atlanta Hawks, e quello inglese da Tamera Foster, finalista dell’edizione inglese di X-Factor. Brividi e pelle d’oca per le due splendide esecuzioni, seguite dalla presentazione, come sempre spettacolare, delle due squadre.

La partita, a dire il vero, di emozioni ne riserva ben poche: gli Hawks, dopo aver concluso il 2013 con una discreta serie di vittorie, ad inizio Gennaio hanno stentato molto, salvo poi ritrovarsi (dopo il match di Londra) con una brillante vittoria lunedì scorso contro Miami; dall’altra parte quel Jason Kidd, che per molti era ormai vicino all’addio dopo la pesantissima sconfitta di fine anno con gli Spurs, ha iniziato il 2014 in maniera straordinaria e con i suoi Nets vanta ora un record di 8-1, che ha totalmente ribaltato l’1-6 raccolto nelle ultime due settimane del 2013.

La partita è equilibrata sono nel primo quarto, dopodiché è un monologo Nets che, con uno straordinario Joe Johnson (29 punti) ben supportato dai soliti Pierce, Garnett ed Alan Anderson, dilagano fino al 127-110 finale; per gli Hawks non pervenuto Korver (1 su 8 da tre punti) che raggiunge in extremis, nell’ultimo quarto, il suo “personale” obiettivo di allungare il record di gare con almeno una tripla realizzata (il contatore segna 108).

Il divertimento sugli spalti, però, non manca mai: si ride e ci si emoziona con i gadgets “sparati” dal parquet, il giochino della “Kiss Cam” (le coppie inquadrate devono scambiarsi un bacio)  ed una carrellata tra i VIP presenti all’Arena. Le urla più forti sono per lui,  Sir Paul McCartney , presente all’O2 Arena per la gioia dei 20.000 spettatori. Il match termina, vincono i Nets ma per l’NBA in Europa è solo un arrivederci. Si tornerà a Londra anche nei prossimi anni, questa la certezza che ci regala il futuro Commissioner, Adam Silver. Reggioacanestro proverà a raccontarvi ancora le emozioni che solo la NBA e lo sport più bello del mondo sanno regalare.

 

Nino Romeo e Giovanni Mafrici per Reggioacanestro.com

 

ATLANTA HAWKS – BROOKLYN NETS  110 – 127

HAWKS: Korver 3, Millsap 13, Antic 11, Williams 9, Teague 16, Brand 7, Mack 17, Scott 17, Schroder 8, Ayon 4, Nunnally 5, Carroll ne. Coach: Budenholzer

NETS: Johnson 29, Pierce 18, Garnett 12, Anderson 15, Livingston 6, Blatche 20, Kirilenko 4, Terry 5, Teletovic 9, Shengelia 2, Taylor 4, Plumlee 3, Evans ne. Coach: Kidd

Parziali: 27-31; 53-65; 74-99

Arbitri: David Jones – Leon Wood – Brent Barnaky

One Day in Nba

Vi racconteremo l’atmosfera cestistica direttamente dalla O2 Arena di Londra…allacciate le cinture

 

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