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PALACALAFIORE, IL TEATRO DELLA VERGOGNA!

di Giovanni Mafrici – Innanzitutto,scusatemi la sincerità, ma è davvero triste che in campagna elettorale si parli solo di Reggina(con il massimo rispetto ed il cuore amaranto), e non di sport in chiave generale, così come è doveroso che sia e così come accaduto nelle campagne elettorali precedenti.

Non siamo qui per fare politica,ne per schierarci, con tizio, Caio o Sempronio.

Una cosa, però, la vogliamo dire:Troppo facile salire sui carri vincenti, stringere mani ed abbracciare tutti a fine partita, e magari chiedere anche voti(ma con quale faccia?).

 

Il PalaCalafiore, tempio dello sport reggino, prima di essere una struttura pubblica, è un Palazzetto dello Sport. Punto.

Gli eventi di altra natura dovrebbero essere organizzati nei mesi rimanenti, fuori dai campionati sportivi che storicamente si svolgono da settembre ai primi di giugno, come d’altronde succede nelle altre città che hanno a disposizione un solo Palazzetto adatto a sport di un certo livello e con una ampia capienza.

Se la vogliamo dire tutta, la colpa non è dell’impresario dello spettacolo internazionale e culturale che andrà a brillare al PalaCalafiore.
Ben vengano concerti, eventi, portateci Max Pezzali, Vasco Rossi e chi volete voi, tutto il mondo dello sport è ben lieto.

La colpa, seria e da accertare, è di chi non legge, non s’informa, e ricopre ruoli nevralgici in città.

Partiamo dai fatti e riavvolgiamo il nastro: la Redel Viola scende in campo questa sera per gara 1 di playoff, nel quarto di finale contro Benevento. Giovedì ci sarà il return match in terra sannita. Lo sapevate che, in caso di “bella”, i reggini probabilmente dovranno migrare in un altro impianto ancora da stabilire a causa dello spettacolo programmato che rende inaccessibile l’impianto?

Il grosso problema pallavolo:Quella più penalizzata è la Domotek Volley, cambiando sport. La finalissima per la Serie A2, un momento storico per lo sport reggino che mancava dagli anni ’80,e dai tempi della Jonicagrumi, è costretta a migrare al PalaBenvenuti, ovvero il vecchio Botteghelle, che non ha più, da anni ormai e per questioni di agibilità, gli spalti di una volta(quelli sui quali battevamo i piedi inneggiando a Campanaro), costringendo gli amaranto a veri e propri salti mortali in vista della sfida di mercoledì tra noleggio di spalti, e mille costi aggiuntivi, uniti ad danno più grande, il dover lasciare fuori un numero indefinito ed enorme di appassionati. Un vero danno sportivo, d’immagine ed agonistico nel senso stretto. Vuoi mettere giocare una finalissima sul campo dove ti sei allenato per tutto l’anno? Belluno giocherà in casa domenica, Reggio Calabria no. E dovesse andare male gara uno? I tifosi come reagiranno?

 

La Dierre Reggio Calabria, realtà di Serie C Unica, un dispendioso campionato calabrosiculo, non se la passa meglio. Giovedì sera che verrà, la determinante gara due del quarto di finale si giocherà al PalaLumaka contro la storica Comiso e non nella casa scelta dai bianco-blù ad inizio stagione e come avviene da due anni a questa parte: insomma, un bel vantaggio per l’avversario.

Gli sportivi che giocano per le squadre di Reggio Calabria e che arrivano da ogni parte d’Italia e del mondo, cosa penseranno? La verità: che lo sport in riva allo stretto in coda all’agenda politica cittadina, con federazioni inermi e talvolta complici.

Quello che chiediamo ad alta voce è: era così difficile andare a leggere le DOA, le Disposizioni Organizzative Annuali dove, da ottobre, sono redatte le date del campionato, che sia promozione o salvezza (nel basket), idem le date già redatte da Legavolley? Rimaniamo perplessi, basiti, dalla povertà di tutto ciò.
Sarebbe più facile insultare tutto e tutti, ma non siamo quella tipologia di persone.
Resta l’amarezza.
Restano i santini elettorali: si, sembrate tanti calciatori, quelli che, pronti per la finale dei mondiali, ma non siete stati convocati, perché troppo scarsi, perché, quel giorno, il vostro palazzetto, era impegnato in altre attività e non vi siete potuti allenare.

E se qualcuno, alla fine vincerà, abbiate la faccia, l’integrità morale di non premiare nessuno: la vostra scelta, o mancata vigilanza sull’errore di programmazione, ha provocato un danno, scritto negli annali sportivi di Reggio Calabria, annata agonistica 2025-26.

Non c’entra la politica? Lo capite? Ha perso Reggio Calabria, la vostra città.

E’ vero che lo spettacolo in questione e le relative date erano già programmate dal 2025, ma in tutto questo tempo, nessuno ha pensato a mediare un eventuale spostamento?(Le Doa esistono da Ottobre, le date del Volley da Luglio)

Vorrà dire che, quando ci saranno le elezioni politiche, saremo impegnati a teatro. Anche perché il mondo è fatto di priorità e per noi sportivi, il non vedere giocare i propri beniamini nella propria casa sportiva a causa di errori (o orrori) di valutazione programmatica(alla faccia di Google Calendar) è davvero molto grave.

 

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