PASSIONE SENZA FINE:”GIOCHIAMO CON IL POLASE NEL BORSONE”,PARLA FRANCESCO PERNA
“Over 40 ma con il Polase nel cuore”: Francesco Perna e l’eterna giovinezza del basket ai 3×3 di Seilabeach Sport
di Fortunato Serranò
C’è un’aria che sa di salsedine e di pallone che schiocca sul cemento, quella che si respira in Riva A lmare per il torneo 3×3 organizzato da Seilabeach Sport. Tra i protagonisti di questa due giorni all’insegna del divertimento e della passione, spicca il volto noto del basket reggino: Francesco Perna, anima delle minors locali, che nonostante l’età anagraficcontinua a far sentire la sua voce in campo.
Abbiamo incontrato Ciccio, come lo chiamano affettuosamente gli amici, a bordo campo, e con lui abbiamo fatto il punto su questo sport, sulla sua squadra e sul legame indissolubile con la città dello Stretto.
Come sta andando questo 3×3?
“Sta andando bene – esordisce Perna con il sorriso – perché noi, io e la mia squadra, ormai siamo gente over 40 incallita. I ragazzini quando ci vedono arrivare ci chiedono: ‘Ma ti fai tutti i tornei?’. E la risposta è sì, perché non vogliamo vedere questo cambio generazionale. Vogliamo giocare finché tutte le ossa sono ai minimi storici, spingendo il più possibile”.
Un abitué delle minors, quest’anno a Villa San Giovanni come è andata?
“Ci siamo divertiti. Con coach Versace c’è un rapporto di grande fratellanza, nonostante la differenza anagrafica. Ma tengo a precisare l’importanza di Paolo Genovese: ormai prima di ogni partita tiriamo fuori dalle borse tutte quelle sostanze tipo Polase per poter arrivare fino alla fine. Infatti le nostre telefonate pre-partita sono: ‘C’è il Polase? Quello ai sali o quello solubile?’. Ormai non si parla neanche più di tattica”.
C’è del professionismo, direi.
“C’è del grande professionismo” scherza Perna, strizzando l’occhio.
Una bellissima location , una ottima due giorni.
“Sì, un’ottima due giorni. Qui è bellissimo. Siamo qui anche per supportare questo progetto del nostro amico assessore Cotroneo, che alla chiamata ci vede rispondere sempre positivamente. E poi ragazzi, guardate, è bellissimo qui: va bene anche perdere oggi”.
Secondo lei, come sta il basket calabrese? Da quello che vedo io, sta bene. Parliamo di minors?
“Sì, parliamo chiaramente di minors. Da quello che vedo… anche perché con il palmares che ho iniziato con VLM (ride, ndr)… Sì, tanta” ignoranza” cestistica e non solo. Il VLM ha portato tanta ignoranza a questo sport nella nostra città, ma da lì è partito tutto. Quell’ondata di basket che ci fa divertire, diciamo così”.
Il risultato, con gli anni che passano, passa in secondo piano?
“Forse sì, o forse in terzo. Ma l’importante, alla fine, è sempre divertirsi”.


