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Per tutti Charlie”, la notte magica di Cantù: emozioni, lacrime e una promessa per Reggio. Parla il produttore Ale Nava

CANTÙ – Una serata bellissima, di quelle che ti rimangono dentro. Al cinema teatro Fumagalli di Cantù, la prima proiezione del docu-film “Per tutti Charlie” ha regalato momenti belli, emozionanti, a tratti persino catartici per gli appassionati di basket e non solo. Un documento unico, questo, dedicato al più grande allenatore italiano di sempre: Carlo Recalcati. Un viaggio nella vita, nello sport e in un’epoca destinato a fare tappa in tutta Italia. E la notte, a rivelarlo, è che la stessa serata si replicherà presto a Reggio Calabria e non solo. Un’altra tappa di un percorso che, a questo punto, si preannuncia trionfale.

A caricare di emozioni a raffica l’intera sala è stato un portento dal nome e dal cuore ben precisi: Ale Nava. Un reggino vero, che ha saputo raccontare con la macchina da presa ciò che le parole fanno fatica a descrivere. Produttore del docufilm, Nava è stato il vero regista emotivo della serata, prendendo la parola al termine della proiezione con la voce ancora piena di stupore.

“Secondo me, il Coach non dormirà stanotte” – esordisce Nava, con un sorriso che tradisce la commozione. “Stasera, per la prima volta, l’abbiamo visto con gli occhi lucidi. È uscito poco fa con la moglie e ci ha confessato: ‘Stasera non dormirò’. Questa è la scena più bella del backstage”.

 

Il riferimento è naturalmente a Charlie Recalcati, il “professore” del basket italiano, che per una notte ha abbassato la sua proverbiale maschera di ferro, lasciando emergere tutta la nostalgia e l’orgoglio per una squadra, la Viola, che ha segnato un’epoca accanto a piazze storiche e vincenti, sotto la sua guida come la sua Cantù,Siena,Fortitudo ed ovviamente la nazionale italiana.

Ale lancia un appello e una promessa. La proiezione a Reggio Calabria, città natale della Viola, è ormai imminente. “Sto dialogando con le istituzioni – rivela il produttore – purché questa proiezione si possa fare all’aperto, per dare la possibilità anche al basket provinciale di vedere l’esempio di Charlie. Al di là che siano destra o sinistra, le istituzioni devono sposare questi valori”.

Nel racconto di Nava emerge vivida l’immagine di una Reggio che non c’è più, ma che vive nei cuori. “Tutte le volte che ripercorriamo la storia della Viola sembra di azionare una macchina del tempo – racconta, con la voce che si fa intensa – e tornare bambini. Vedere Sasha, il PalaScatolone, il Pentimele pieno… è un pizzico di nostalgia. Speriamo che torni presto”.

A chiudere l’intervista, un momento del tutto inaspettato e denso di significato. Ale Nava chiama a sé Francesco Scambia, figlio di Gianni Scambia – lo storico presidente della Panasonic scomparso recentementte – per affidargli la “chiusura” ideale della serata. Francesco, visibilmente commosso, ricorda il legame indissolubile tra il padre e Recalcati, e racconta la giornata trascorsa anche nel ricordo di un altro gigante viola: Gaetano Gebbia. “Sono stato una giornata fantastica nel ricordo di Gaetano – dice Francesco –. Gaetano è stato un pilastro della Viola, con lo scudetto contro Treviso e il legame con la nazionale”. E conclude con un messaggio che suona come una promessa solenne: “Torneremo a Reggio, assolutamente sì. Forza ragazzi, in bocca al lupo”.

Il docufilm “Per tutti Charlie” non è solo un tuffo nel passato, ma un atto d’amore verso una città, Reggio Calabria, e i suoi colori viola, nero e arancio. Come ha sottolineato Francesco Scambia, citando il podcast “Gli Anni Viola”in onda su Radio 24: “Sentire le parole dei tifosi di Cantù che dicono ‘ma guarda quanto è bella Reggio Calabria’… è stato bellissimo. Speriamo che quella bellezza e quella storia possano tornare il prima possibile”. Per ora, una cosa è certa: stanotte, Charlie non dormirà. E con lui, forse, nemmeno tutti quelli che hanno avuto la fortuna di respirare ancora una volta la magia della Viola. Un viaggio appena iniziato, che da Cantù si prepara a conquistare l’Italia intera. Tappa successiva: Reggio Calabria. E il conto alla rovescia è già iniziato.

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