PER TUTTI CHARLIE, QUANTE EMOZIONI
CANTÙ – 12 maggio 2026 –di Giovanni Mafrici – Una serata bellissima, di quelle che ti rimangono dentro. Al cinema teatro Fumagalli di Cantù, la prima proiezione del docu-film “Per tutti Charlie” ha regalato momenti belli, emozionanti, a tratti persino catartici per gli appassionati di basket e non solo. Un documento unico, questo, dedicato al più grande allenatore italiano di sempre: Carlo Recalcati. Un viaggio nella vita, nello sport e in un’eporia destinato a fare tappa in tutta Italia. E la notte, a rivelarlo, è che la stessa serata si replicherà presto a Reggio Calabria e non solo. Un’altra tappa di un percorso che, a questo punto, si preannuncia trionfale.
Se esistesse un bando per la promozione sociale, turistica e sportiva del territorio calabrese, grazie a questa produzione e a Carlo Recalcati, avrebbe già vinto in scioltezza. Perché dentro “Per tutti Charlie” c’è tutto: aneddoti, sorrisi, lacrime e tanta, tantissima Reggio Calabria. La città dello Stretto, la curva dell’Africo Nuovo e del tifoso del Cantù, il Pentimele (ed è corretto nominarlo così, considerando che all’epoca non era ancora stato intitolato) batte forte nel cuore del documentario. Argomentando solo di Viola, il cuore dei presenti batteva a mille. Hanno applaudito, hanno tifato, hanno giudicato per l’ennesima volta il canestro di Dean Garrett. Come se fosse successo ieri.
Sul grande schermo e in sala, tantissimi i protagonisti di un’epoca irripetibile. Gianni Scambia, il “Giudice” della Viola; Sasha Volkov, il gigante ucraino; il capitano Santoro, presente all’evento. E ancora Bullara, Avenia,Spangaro Lucio Laganà e le scene del primo anno in A1, al Pentimele, da cuore e batticuore. Accanto a noi, in prima fila, volti noti e storie che si intrecciano. Francesco, figlio di Gianni Scambia, gli occhi lucidi come quelli del padre. Antonio Foti, oggi professionista di livello internazionale, già campione d’Italia Cadetti con Gaetano Gebbia. Marco, il tifoso sempre presente quando il richiamo delle sue origini lo chiama a raccolta. E poi Ida, figlia di Gaetano Gebbia: emozionata e orgogliosa per l’opera prodotta da un reggino doc, da bambino nel Minibasket neroarancio, un portento capace di caricare di emozioni a raffica un’intera sala. Il suo nome? Ale Nava. Un reggino vero, che ha saputo raccontare con la macchina da presa ciò che le parole fanno fatica a descrivere.
E Carlo Recalcati? Emozionato è dire poco. Il grande coach si è commosso più volte, soprattutto nel rivedere gli aneddoti legati a sua moglie Giovanna e alle sue figlie. Donne che, come ha raccontato lui stesso, hanno un cuore reggino che batte forte, tra racconti scolastici e ricordi della mitica “Sosta”. È stato un piacere ritrovare anche Stefano Vanoncini, storico assistente di Coach Recalcati, con un passaggio nella portentosa Viola di Rush e Deloach ai tempi di Giovanni Benedetto allenatore.
Grandissimo l’insert con i Total Kaos, gruppo organizzato che ha fatto emozionare tutta la sala. Bellissimi i riferimenti nell’annata orobica di un mito neroarancio Cj Kupec.
E poi, in fondo, ci siamo noi. Noi spettatori, noi tifosi, noi reggini d’origine o d’adozione. Emozionati come non mai nel vedere in video le schiacciate di Hugo e di Michael Young. Perché certe storie non invecchiano mai. Diventano leggenda. E “Per tutti Charlie” è già leggenda. Prossima tappa: Reggio Calabria.


