PGS Canaletto, da La Spezia con amore per la Ionicup
Locri – C’è un filo invisibile che unisce la Riviera Ligure alla costa jonica calabrese. Si chiama Ionicup, e da tanto tempo rappresenta molto più di un semplice torneo di basket per il PGS Canaletto La Spezia. È un viaggio, un’esperienza di vita, una tradizione che si rinnova. E quest’anno, per la quinta volta, la formazione ligure è tornata a calcare i parquet della kermesse locrese, portando con sé entusiasmo, undici giovani atleti e un intero famiglia al seguito.
“Si dice sempre che si ritorna dove si è stati bene“, racconta a margine del torneo Giovanni Conoscenti, storico accompagnatore della spedizione ligure. “È la quinta volta e non è facile, lo so benissimo. Arrivare dalla Liguria, dalla Spezia, fino a Locri è un viaggio lungo, ma ne vale sempre la pena“.
Per i ragazzi del Canaletto, abituati a confrontarsi con le realtà di Toscana, Piemonte, Emilia-Romagna e con il consueto appuntamento al torneo di Rimini, la trasferta calabrese rappresenta un’esperienza unica. Un tuffo in un ambiente completamente diverso, fatto di passione travolgente, calore umano e una cornice suggestiva come quella di Locri. “Per loro prendere un aereo e venire in un ambiente che non è il loro è già una grande esperienza“, spiega Conoscenti. “Sono abituati a giocare contro squadre toscane, liguri, piemontesi. Trovarci squadre di Reggio Calabria o della Sicilia è un’altra cosa. Qui il basket si vive in modo diverso, più intenso.”
Il legame del Canaletto con la Ionicup è fatto anche di ricordi indelebili. Tra questi, spicca una finale giocata anni fa contro nientemeno che l’Olimpia Milano. Una partita persa, ma che ancora oggi viene raccontata con gli occhi che brillano. “Una squadra fortissima, sembravano già pronti per i campionati di serie“, ricorda Conoscenti con un sorriso. “Noi i tempi li abbiamo persi tutti, perché onestamente erano fortissimi, ma noi superavamo bene metà campo, giravamo il pallone.
Il legame tra il Canaletto e la Ionicup è nato per caso, quasi per gioco. A fare da ponte tra la Liguria e la Calabria fu un allenatore che aveva già conosciuto la manifestazione. “Un inverno mi disse: ‘C’è un torneo in Calabria, carino, c’era la signora Lucia, se vuoi ti do il numero’“, ricorda Conoscenti. “Gli chiesi: ‘Ma dove?’ ‘In Calabria’. ‘E come ci andiamo?’ ‘In aereo’. Ho chiamato, organizzato il primo anno, siamo venuti giù e siamo rimasti così. Di lì abbiamo fatto il 2005, il 2006, poi il 2007. Poi abbiamo avuto un blocco per la pandemia, ma ora siamo tornati.”
Interrogato sullo stato di salute del basket ligure, Conoscenti si mostra cauto ma fiducioso. “Diciamo bene, dai. Ci sono delle belle squadrette, ma non appena esci un attimino fuori dalla Liguria trovi realtà più strutturate..”


