Serie B Interregionale

Pietro Vazzana: “A Reggio si respira grande basket.Continuiamo a remare tutti insieme”

L’ex giocatore di A1 e A2, oggi a Londra per lavoro, è sceso appositamente per sostenere la Viola nella finalissima. Le sue parole dopo la gara: un mix di analisi tecnica, emozione e un appello accorato alla città.

Reggio Calabria – Era sceso da Londra apposta per sostenere la sua squadra del cuore. Pietro Vazzana, ex ala della Viola con un passato tra Serie A1 e A2, non ha voluto perdersi la finalissima del PalaCalafiore. E su Tiro da 4o si è raccontato a cuore aperto, vivendo la partita non da semplice spettatore, ma quasi da giocatore in campo.

“Bellissimo rivederlo così”, esordiamo. Ma Vazzana, con la schiettezza che lo contraddistingue, ammette che non è stato facile stare fermo a guardare. “Ieri è stato molto difficile per me estraniarmi dalla partita. Io ero in campo con i ragazzi”, confessa, spiegando di aver sofferto ogni possesso come se fosse sceso in campo lui. “Purtroppo ci siamo andati più vicino di quanto ci aspettassimo. Se qualche situazione fosse girata verso di noi, non so come sarebbe potuta finire”.

 

Secondo l’ex cestista, a pesare è stata la differenza di profondità dei due roster, nonostante il pubblico abbia fatto il suo dovere spingendo la squadra. “Abbiamo pagato un roster più corto di quello della Viola. Il loro era qualitativamente più ricco come profondità”, analizza Vazzana. A fare la differenza, secondo lui, sono stati gli episodi e la freddezza nei momenti chiave. “Una tripla pazzesca di Duranti è stata decisiva per non farci allungare”, ricorda, citando anche il canestro di Vitale dall’angolo. “Loro sono stati più lucidi e freddi nei momenti decisivi. Hanno girato bene la palla e trovato buoni tiri. Noi, invece, ci siamo affidati a soluzioni troppo prevedibili, anche se Marco Laganà ha fatto canestri incredibili da giocatore di due categorie superiori”.

Eppure, la partita era in bilico fino alla fine. “Quando siamo andati avanti e abbiamo visto il bonus attivo a 7 minuti dalla fine, ho detto: la gara si sta mettendo dalla nostra parte”, rivela. “Il pubblico stava andando, sembrava tutto dalla parte giusta. Ma purtroppo è andata così”.

 “In questo caso devi stringere la mano all’avversario e fare i complimenti. La Viola, per quello che poteva fare, ha dato tutto, sia fisicamente che mentalmente”, afferma. “Non c’è da criticare coach o giocatori. Nel basket si può vincere e si può perdere. Si può fare fallo o non farlo, ma è inutile andare ad argomentare contro. Purtroppo è andata così”.

Lo sport, per Vazzana, è fatto anche di episodi che restano impressi per anni. “Io ricordo uno spareggio Under 21 con l’Audax a Castrovillari: eravamo in vantaggio di 5 punti a 50 secondi dalla fine, abbiamo sbagliato quattro liberi e loro hanno ribaltato tutto. Mai dire mai, tutto può succedere”, sorride, per sdrammatizzare.

Poi, il discorso si sposta dal campo alla città. Vazzana, che oggi vive a Londra, guarda a Reggio con la lucidità di chi è lontano ma profondamente legato alla sua terra. E bacchetta chi, sui social, ha parlato di “fallimento sportivo”. “Con 8.000 persone al palazzetto, vieni a parlare di fallimento?”, si domanda. “Il percorso di riabilitazione sportiva che la città sta facendo è nella direzione giusta. Reggio vuole lo sport che merita. I risultati ottenuti sono ottimi e bisogna ripartire da qui”.

La conclusione di Vazzana è un appello alla città, a cui chiede di fare quadrato intorno alla squadra e allo sport. “Spero con tutto il cuore che la Viola possa raggiungere il suo obiettivo, non solo per la società, ma per la città”, sottolinea. “Finalmente si lavora per l’area condizionata e ci sono grandi eventi come il tennis a dicembre. C’è fermento e voglia di fare”.

. Un invito a remare nella stessa direzione, senza litigare, per il bene di Reggio e della sua passione smisurata per il basket.

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