Potrà essere soldout? Reggio Calabria sogna
Domani alle 19, il PalaCalafiore potrebbe tornare a tremare. Non per i tubi innocenti che una volta, ai tempi delle Botteghelle, sussultavano sotto i piedi battenti dei tifosi. Ma per qualcosa di più grande: il cuore di una città intera che si stringe attorno alla sua squadra ai suoi colori.
Reggio sogna. E quando Reggio sogna, lo fa come sa fare lei: scavalcando i cancelli del De Amicis pur di vedere giocare Rocco Ferrinda. Lo fa come quando, al Piria il professore Calafiore insegnava la disciplina dai bordi del campo. Lo fa come quando, al Botteghelle, tutti cantavano “Eh eh eh Campanaro” battendo i piedi sui legni della tribuna, e quei legni facevano tremare tutto, tubi compresi, in una sinfonia di passione popolare.
Reggio sogna come quando allo Scatolone scendeva il microfono dall’alto per permettere a Mimmo Mandalari di raccontare il tiro alla tabella di Ciccio Grasselli.
Reggio sogna come quando si entrava con il tesserino del minibasket, e ci si esaltava per un coast to coast di Sasha Volkov, o per una schiacciata con proietta volante di Dean Garrett. Come quando Dan Caldwell riempiva l’aria di “ciof” la retina del Botteghelle esaltando il Paròm.
Domani, per vincere, serviranno tanti “ciof” come quelli. Serviranno stoppate alla Gus Tolotti. Servirà il carisma di Capitan Santoro. Servirà un “raise the roof” alla Brent Scott per far alzare il tetto del PalaCalafiore.
Domani Ale Montecchia tirerà da casa per il suo concittadino Manu Fernandez. Massimo Mazzetto tirerà da lassù per i suoi concittadini padovani, Clark e Marini. E Lucio? Lucio vorrebbe che il suo pargolo Marco possa scrivere la storia come fece lui.
Insomma, servono 9 mila anime.
I botteghini sono caldissimi. La signora Maria è on fire. Il palazzetto trema già, e la palla non è ancora stata alzata.
Domani alle 19, c’è Redel Viola – Scandone. Non fatevela raccontare. Venite al Palazzetto.
Perché Reggio, quando sogna, è il sesto uomo in campo. E domani, quel sogno può diventare soldout.


