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PREMIO SCOPELLITI PER IL COACH GAETANO GEBBIA

È stata una serata di emozioni, ricordi e impegno civile quella che giovedì sera ha animato piazza Italia per l’ottava edizione del Premio Antonino Scopelliti, organizzato dalla Fondazione Scopelliti. Un appuntamento ormai consolidato che, ogni anno, rende omaggio al giudice ucciso dalla mafia il 9 agosto 1991, intrecciando al dovere della memoria la speranza e la volontà di valorizzare le risorse più autentiche del territorio. A presentare l’evento, la giornalista di Reggiotv Eva Giumbo.

 

Dopo l’inno nazionale eseguito dai Sax & Love, la serata è stata aperta dalla piccola Elena Maria, raggiunta poco dopo dalla madre, Rosanna Scopelliti, presidente della Fondazione. La presidente ha ripercorso il significato profondo del premio, sottolineando come esso rappresenti ormai da otto anni un momento di riflessione condivisa sui temi della legalità, della giustizia e dell’impegno civile.

Il basket? Il momento più atteso della serata è stato l’assegnazione del Premio alla Memoria, quest’anno conferito a Gaetano Gebbia, storica figura della pallacanestro reggina e nazionale. Un riconoscimento che va ben oltre il semplice ricordo sportivo, celebrando un uomo che ha saputo formare generazioni di giovani, insegnando loro non solo la tecnica cestistica ma anche i valori della disciplina, del sacrificio e della crescita personale. A ritirare il premio, consegnato dalla presidente Rosanna Scopelliti, è stato Bruno Calarco, suo fidato dirigente e collaboratore di una vita.

Proprio Calarco, visibilmente emozionato, ha raccolto l’eredità di un’epoca indimenticabile per lo sport reggino, quella della storica Cestistica Piero Viola, società fondata dal giudice Giuseppe Viola e Presieduta dall’ingegnere Gianni Scambia. Insieme, Gebbia con Calarco dirigente e la Presidenza di Gianni Scambia scrissero la pagina più alta del basket giovanile reggino, guidando la classe 1978-79 alla conquista del titolo italiano cadetti. Un’impresa straordinaria che vide i giovani reggini alzare il tricolore battendo in finale nientemeno che la Benetton Treviso, una delle potenze del basket italiano. Quel successo non fu solo un risultato sportivo, ma il simbolo di una comunità capace di sognare, anche in mezzo alle difficoltà e di costruire eccellenza partendo dal basso, valorizzando il talento e l’impegno dei propri ragazzi.

Il premio a Gaetano Gebbia, quindi, non è stato solo un omaggio alla memoria di un grande allenatore, ma un riconoscimento a tutto quel mondo fatto di palestre, sudore e passione che ha saputo regalare a Reggio Calabria momenti di gloria indimenticabili, dimostrando che lo sport può essere un potente veicolo di crescita civile e sociale.

 

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