Puntiamo al lavoro,con le figurine non si vincono i campionati

Ma il Val Gallico,a tuo avviso può avere rivali tecnici ed atletici in questo torneo?

 

Sinceramente non so rispondere a questa domanda, so per certo le figurine non hanno mai vinto i campionati, solo il lavoro sul campo lo può fare. Devo dire però che ho trovato un gruppo molto unito anche fuori dal campo che dimostra di avere una grande voglia di lavorare, non mancando mai agli allenamenti e dimostrando una professionalità quasi inaspettata in un contesto come la serie D. Nel torneo ci sono sia squadre esperte che squadre “under” capaci di mettere in difficoltà chiunque, all’interno di queste squadre ci sono ragazzi (giovani e meno giovani) che corrono, giocano bene e si battono alla pari con tutti, basta pensare a Lo Giudice o a Franco Gaetano, passando da Gaetano Romeo, Brienza, Errigo, Vinci, Fonte, Lo Tufo, Bellia, etc.

 

Una prima impressione su questa dirigenza che ha deciso di intraprendere anche iniziative di carattere cestico?

 

L’impressione è molto buona. Non potrebbe essere diversamente, perché alla base di tutto c’è la passione, la passione e la competenza che Paolo Tripodi e il presidente Gianluca Califano hanno messo dal primo istante in cui si sono tuffati in questa nuova avventura, non potranno che portare buoni frutti alla causa del Val Gallico. La società ha dei progetti che condivido e sono molto felice di portarli avanti insieme a loro.

 

Tanti giovanissimi in questa nuova Serie D. Nella partitissima del prossimo turno affronterai la Fortitudo Lamezia,cosa conosci del team di Coach Iracà?

 

Sarà bello ritrovare subito Pasquale, gli devo tanto, da lui ho imparato ogni giorno, è un allenatore bravissimo oltre che essere un eccellente responsabile. La sua figura, negli anni alla viola è stata di grande riferimento, qualsiasi problematica o evenienza veniva sempre gestita con grande professionalità, serietà e serenità per non parlare delle tantissime opportunità che negli anni sono state date ai ragazzi e agli istruttori. E a proposito di opportunità, se l’anno passato non mi avesse dato la possibilità di affiancare Seby(Coach D’Agostino ndr) al Botteghelle, quest’anno non avrei ricevuto l’offerta del Val Gallico. Per quanto riguarda la gara di sabato, sono sicuro che Lamezia venderà cara la pelle e andare a vincere a casa loro non sarà di certo una passeggiata ne per noi e ne per nessun altro.

 

Quanto hai “sofferto” lasciando i colori della Botteghelle Basket?

 

L’idea di lasciare i ragazzi della C2 mi ha fatto davvero pensare tanto, proprio perché sono molto legato a questo gruppo, ma l’offerta ricevuta dal Val Gallico era molto stimolante e non potevo rifiutarla. Comunque non ho lasciato la squadra del presidente Musolino e di Paolo Surace, insieme al mio amico Armando Russo alleno i ragazzi della under 17 e della under19 in un unico maxi gruppo creatosi dalla fusione di due gruppi giovanili Fortitudo Pellaro e Botteghelle appunto, sono molto contento dei ragazzi che si allenano e si sbattono intensamente ogni allenamento, hanno tanta voglia e questo è l’ingrediente che non deve mai mancare. Cerchiamo di fare divertire i ragazzi provando a farli migliorare di giorno in giorno.

 

Il problema più grande del basket odierno è la programmazione: che futuro analizzi per il Val Gallico?

 

Il Val Gallico sa cosa vuole fare nel breve e nel lungo periodo e questo è un vantaggio sia mio che dei ragazzi all’interno del progetto. Sono certo che l’impegno della società sarà massimale e avere una dirigenza dietro sempre presente non è da tutti in questo periodo. Il futuro del Val Gallico sarà il frutto del presente che viviamo e scriviamo ogni giorno, ogni partita.

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