Quando la folla gridava:”Ehh..Campanaro”

 

 

 

Nato a Toledo in Ohio da una famiglia originaria di Corleone, Campanaro gioca dapprima nella squadra della Servite High School e successivamente in quella della Università della California, Santa Barbara.

Campanaro trova fortuna in Italia,specialmente a Reggio Calabria: la sua prima squadra è la Vidal Mestre, con cui disputa 37 partite e realizza 654 punti. Passa poi a Perugia, mantenendo uno status particolare frutto di un accordo con la FIP: pur essendo cittadino italiano a tutti gli effetti dal 1977, in massima serie è da considerarsi statunitense e nelle serie inferiori come italiano.

Le stagioni italiane di maggior successo sono però,come detto, quelle alla Viola Reggio Calabria. Campanaro (il cui cartellino è di proprietà del Basket Mestre di Pieraldo Celada) firma l’accordo con la società reggina il 30 settembre 1982, divenendo così il primo giocatore americano nella storia della gloriosa squadra del Giudice Peppino Viola.

Il primo stipendio annuale è di 50 milioni di lire più l’affitto dell’appartamento; negli anni la cifra lieviterà, fino ad arrivare ai 105 milioni dell’ultima stagione.

Campanaro rimane alla Viola per sei stagioni consecutive dal 1982 al 1988. Sono anni nei quali delizia il pubblico reggino con giocate da fuoriclasse: gesta che lo fanno restare ancora oggi nella memoria degli appassionati di basket della Viola.Passaggi dietro la schiena, jump da sogno,stoppate,contropiedi.Accanto al play Massimo Bianchi diventa un razzo da lanciare in contropiede. Disputa 165 partite tra Serie A1 e Serie A2, realizzando 2.335 punti; a questi dati vanno aggiunti quelli relativi al campionato di Serie B 1982-1983.Un guerriero in campo, un giocatore eclettico e con poca voglia di allenarsi durante la settimana: erano diventate ormai mitiche le mattine del martedi mattina allorquando lo staff dirigenziale nero-arancio “doveva” andare a recuperare Campanaro per portarlo al campo di allenamento.

Ma lui era così:prendere o lasciare.Idolo in campo e tra i tifosi, collante unico di un gruppo vincente che otteneva consensi a raffica sotto la guida di Coach Benvenuti.

 

Nel 1983, precisamente il 30 aprile, Campanaro decide di scrivere una lettera al presidente della Federazione, chiedendo che venga riconosciuto il suo status di cittadino italiano in qualunque serie del campionato. La richiesta viene appoggiata dalla società; la FIP inizialmente rifiutò la richiesta della Viola, ma fu successivamente costretta a darle ragione dopo l’arbitrato promosso dalla società reggina.

Campanaro venne così considerato italiano a tutti gli effetti, e il 5 settembre 1983 esordì in Nazionale nella sfida contro i New York City All Stars. Con la maglia azzurra disputerà poi i Giochi del Mediterraneo 1983. In totale con l’Italia ha disputato 8 partite e realizzato 44 punti.

Dopo l’esperienza con la Viola, passa in Serie B con il Corato Basket. Approda poi all’Olimpia Pistoia, Resta a Pistoia quattro anni, dal 1990 al dicembre 1993, disputando 103 partite con 332 punti a referto.

Oggi è uno Sceriffo con tanto di distintivo della Contea di Los Angeles.Il figlio Chauncey avuto dalla prima moglie calabrese ha giocato a Pistoia con Coach Paolo Moretti.

Lui è ancora vicino al basket attraverso iniziative di ex giocatori come il grande Magic Johnson.

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