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QUESTA SERA C’E’ VIOLA-BARCELLONA, ECCO L’ANALISI DI VALERIO CHINE’

“Oggi si gioca Gara 3, alle 20.30. Il fattore campo vuol dire tantissimo”. Parola di Valerio Chinè, giornalista sportivo della Gazzetta del Sud, che ha analizzato senza filtri le sorti della serie tra Viola e Barcellona in Tv all’interno del nostro format Tiro da 4, in onda su Reggiotv, condotto da Giovanni Mafrici. In un intervento a tutto tondo, Chinè ha messo sul tavolo i limiti della squadra reggina, ma anche le opportunità offerte da un tabellone play-off che sorride ai neroarancio.

Nella Viola si vuole vincere, basta senza ‘ma’. Ma non è facile, non è facile. Barcellona sta dimostrando che la serie è molto equilibrata”. Una sorpresa, ammette Chinè, soprattutto dopo quanto visto all’andata. “Non mi aspettavo una serie così equilibrata con Benevento, sinceramente. Tecnicamente, la Viola era alla portata, al di là del fattore campo. Ma purtroppo anche a Barcellona si è vista una Viola che non mi ha mai dato l’impressione – neanche quando stava rientrando – di avere la maniglia del match. Sono quelle sensazioni di inerzia che non sono dettate da numeri o da gioco, ma capivi come faceva una fatica enorme nel trovare una difesa vincente, un attacco vincente, mentre a Barcellona risultava tutto facile”.

 

Secondo Chinè, c’è un minimo comune denominatore in tutte le sconfitte esterne della Viola: un approccio in balia dell’avversario. Questa fragilità difensiva, soprattutto nel saper trovare una soluzione sugli scarichi dal perimetro. È una difesa che dal perimetro subisce sempre tanto. È un approccio poco moderno, no? Oggi la pallacanestro è quasi tutto tiro dall’arco, quindi è anomalo non trovare delle soluzioni difensive che portino ad arginare, soprattutto in questi campionati dove magari è più difficile individuare il lungo piuttosto che il giocatore che riesca a tagliare una difesa ben organizzata. Più facile invece trovare il tiratore sullo scarico”.

Nonostante le criticità, Chinè non chiude la porta al sogno. Il fattore campo, in una stagione segnata dal format stravagante dei due tabelloni, potrebbe fare la differenza. “A conti fatti, considerando che grazie a questa formula un po’ stravagante – tabellone A, tabellone B – teoricamente si potrebbe arrivare in finale col fattore campo a favore fino in fondo perché è stata eliminata Carver e Stella Ebk Roma, quindi un gran favore firmato Monopoli. È un peccato”. Alla domanda se creda nel fattore campo e nell’arrivare fino in fondo, Chinè risponde: “Nei playoff tutto è possibile. La storia di Piazza Armerina dello scorso anno ci dimostra come la settimana si, tra virgolette, rischia di diventare quella cruciale per poter vincere un campionato. Se ti riesce tutto bene. Se tu mi dovessi chiedere ‘Tu pensi che la Viola sia favorita?’ Io da agosto ad oggi ti continuo a dire no perché nella prima fase, tra virgolette, i fatti hanno dato ragione: sono stati sostituiti due giocatori. Se non avessimo trovato il jolly, tra virgolette, Marco Laganà – che a mio avviso anche in termini di rendimento, di approccio, di modo di stare in campo e fuori dal campo è straordinario, sicuramente il migliore degli ultimi cinque suoi anni di carriera – un giocatore che tecnicamente non abbiamo mai discusso, più che altro discutevamo sulla sua freschezza atletica, sul riuscire a giocare nei campioni. Non sempre chi è molto più forte degli altri riesce ad adattarsi tecnicamente, tatticamente in campionati dove magari il giocatore che ti marca è 20 cm più basso e lui gioca esterno, quindi più difficoltà nel dover gestire la palla. Aver trovato questo jolly però non ha colmato, a mio avviso, una serie di lacune che neanche l’intervento sul mercato di Marangon è riuscita a fare. Fermo restando che siamo tutti tifosi della Viola e sarò il primo a cospargermi il capo di cenere se speriamo la Viola riesca a vincere il campionato”.

Chinè individua poi un vantaggio logistico non trascurabile. “La Viola ha la fortuna di stare dal lato sinistro del tabellone, per cui in caso di probabile finale con Avellino – perché oggettivamente è la squadra più forte. Se dovesse capitare con Avellino, addirittura avrebbe il fattore campo. E il Pentimele,può essere un fattor. Sarebbe un peccato proprio ora mollare questa opportunità, anche perché sinceramente non ho visto, soprattutto dalla parte nostra – quindi al girone calabro-siculo perlopiù, anche se c’erano squadre pugliesi e lucane – un livello qualitativamente più alto degli anni passati. Anzi, l’ho visto più livellato verso l’alto, ma non c’era l’ammazza campionato. “

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