REGGIO A CANESTRO, CITTA’ DI BASKET, BUFFA ILLUMINA PER DUE ORE DI MERAVIGLIE
Reggio Calabria, Kobe Bryant rivive al Cilea: Buffa incanta con due ore di racconto ininterrotto
REGGIO CALABRIA –di Giovanni Mafrici- Chi assiste a uno spettacolo di Federico Buffa con un minimo di infarinatura sulle produzioni televisive può pensare che la registrazione si basi su tagli,montaggi dei tecnici, bottigliette d’acqua, pause e interruzioni strategiche. Chi l’ha visto dal vivo al teatro Cilea di Reggio Calabria, dove lo storyteller ha portato in scena il suo spettacolo narrativo “Otto Infinito”, ha dovuto immediatamente ricredersi, arrendersi ed inchinarsi al giovane che sognava di fare il procuratore di basket, con Mike Mitchell e Carlo Recalcati nel bagaglio, diventato poi, insieme a Flavio Tranquillo da Pizzo Calabro, la vera voce dell’Nba per sempre.

Buffa ha parlato per due ore di fila senza alcun tipo di pausa, immergendo l’intero pubblico dentro la figura di Kobe Bryant. Dentro la sua vita, dentro ogni suo gesto tecnico, dentro ogni sua debolezza. L’artista ha portato in scena la storia di un cestista magnifico, ma anche di un uomo irascibile,di un uomo in carne ed ossa, processato per le sue debolezze, ma anche di un marito tutt’altro che perfetto ma amorevole con le figlie e di un compagno di squadra difficilmente gestibile.
Particolarmente apprezzati i passaggi sul Kobe in versione “baby”, che transitò a Reggio Calabria all’epoca della Standa. Presente in sala anche Coach Rocco Romeo, suo primo allenatore ai tempi della scuola basket con la Viola, salutato personalmente da Buffa come il primo maestro di fondamentali del piccolo Black Mamba tra gli applausi scroscianti del teatro Francesco Cilea. Bello l’aneddoto: Ryan Hughes figlio di Kim, disse al padre che Kobe non passava la palla, il mito campione Nba con Dottor J disse al figliolo “Tranquillo Ryan, neanche Joe la passa a me”.
Prima di questo, belli gli aneddoti sull’arrivo di Joe in Italia, la telefonata del manager Capicchioni, la call con Willie Sojurner di Joe, l’accento reatino impersonificato da Buffa per raccontare la magnificenza della mamma di Kobe, la bellissima Pamela(racconta la storia che Lillo Barreca la vide nuda durante un controllo professionale e si stia ancora riprendendo dall’evento).
Buffa si è soffermato in particolare sul rapporto conflittuale con il coach Phil Jackson(dipinto in maniera magistrale) e sull’accesa rivalità con il compagno Shaquille O’Neal.Dal triangolo di Tex Winter, alla sagagia di Jerry West, suo estimatore dal giorno zero, prima del draft.
Tuttavia Buffa ha “redento” Bryant nel finale, dopo aver narrato gli spaccati della sua ancor più tormentata vita familiare, sottolineando la sua vicinanza umana all’ex compagno Lamar Odom. Nella notte in cui, nel vortice della tossicodipendenza, Odom ebbe ben 12 infarti consecutivi. Ancora in vita, l’ex giocatore ha recentemente raccontato un vivido sogno in cui Kobe Bryant gli confidava che l’aldilà non è come ce lo immaginiamo. Un rapporto mistico che Buffa ha legato indissolubilmente alla città di Reggio Calabria.

Per la città dello Stretto, la serata è stata l’occasione per riaffermare una tradizione cestistica profonda. Per due ore tutti gli spettatori sono rimasti con il fiato sospeso, gli occhi sbarrati e tanta ammirazione.
Bello l’ingresso di Buffa che è entrato palleggiando sulla scena. Belli gli aneddoti sul rapporto di Bryant con la cinematografia, su Jon Williams e le sue colonne sonore, e su come si possa dirigere una squadra dal campo. Memorabile il passaggio sulla chiamata a Chuck “Mitraglia” Person per sistemare il tiro quando la mano di Bryant era totalmente ko. Spettacolari le ambientazioni delle gare dei Lakers a New York e a Philadelphia, dove i fischi si trasformarono in applausi. Fantastici i racconti legati a Phil Jackson, Tex Winter,Bill Russel, Wilt Chamberlain – compagno di classe della nonna di Kobe – e l’incrocio con Tupac Shakur, quando l’asso del rap disse a Bryant: “Noi siamo i re, tu del basket io della musica”poco prima dell’uccisione del re delle rime dopo un incontro di Boxe di Mike Tyson a Las Vegas..
Sul taccuino di Buffa, commosso ricordo per Gaetano Gebbia e le sue idee, il Trofeo Primavera dalle Suore di “Modena” dove il piccolo mamba crebbe.
Presente in sala gran parte del basket reggino: la Viola con coach Cadeo,Lovino e Rugolo, il ds Meduri, Il Tm Porcino, il tesoriere Giarmoleo, Marco Laganà, lo speaker Gianni Tripodi ecc, Luca Presta dalla Domotek,tantissima Lumaka, con Lucio Laganà, compagno di Joe alla Viola, mamma Katya e Luca, e le vecchie glorie come Maurizio Genovese, Peppe Scopelliti, Roberto La Tella,Nicola Famà e Maurizio Scagliola, solo per fare qualche esempio.I sindaci Battaglia e Versace in prima fila ed un emozionato Santo Frascati che ha voluto fortemente questo evente. Reggio Calabria ha così palesato ancora una volta la sua enorme cultura sportiva e cestistica, in una serata che resterà a lungo nella memoria di chi c’era.
E poi c’eravamo anche noi, in prima fila ma per caso, più coinvolti di Spike Lee al Madison, emozionati per qualcosa di unico che vi consigliamo di andare a vedere..


