REGGIO CALABRIA IN FESTA PER LA POPOLARE
Una Sala dei Lampadari “Italo Falcomatà” gremita in ogni ordine di posto ha fatto da cornice, nel primo pomeriggio, alla cerimonia di premiazione del secondo scudetto consecutivo della Reghion Basket Popolare Reggio Calabria, conquistato nel campionato CSI Open.
Al Tavolo, a celebrare l’impresa dei bi-campioni neroarancio, erano presenti il presidente del consiglio comunale Federico Milia e il consigliere comunale Daniele Romeo, affiancati dal capitano della squadra Giovanni Rugolo. Con loro, tutto il roster, gli instancabili tifosi del Total Kaos (fondatori e anima del club), oltre a stampa, parenti e amici. Un successo, quello della Reghion, che arriva al termine di un match dalle mille tematiche, disputato contro le temibili Alci Verona e vinto con un tripudio di gioco e cuore.
Nel suo intervento, il presidente Federico Milia ha voluto sottolineare il valore profondo dello sport come motore sociale, andando oltre il concetto di “grandi club”. “Lo sport vero – ha dichiarato Milia – non si gioca solo nei palazzetti delle squadre professionistiche, ma vive e respira in una base popolare che va assolutamente valorizzata. Dobbiamo ripartire dagli impianti, dalle incompiute, dalla riqualificazione di ciò che già esiste per dare a questi ragazzi e a queste realtà il palcoscenico che meritano”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere Daniele Romeo, che ha raccolto l’appello guardando al futuro. “Spero e sogno – ha affermato Romeo – che con la nuova amministrazione guidata da Francesco Cannizzaro, Reggio Calabria possa tornare a vivere i fasti degli anni 2000. In quegli anni, in ben cinque discipline diverse, la nostra città eccelleva nelle massime serie. Questa è la strada da ripercorrere”.
Il momento più toccante della serata è stato senza dubbio l’intervento del capitano Giovanni Rugolo. Visibilmente commosso e provato, ha voluto presenziare nonostante un lutto che ha recentemente colpito la sua famiglia, dimostrando un attaccamento al gruppo che va oltre il rettangolo di gioco.
Tra le lacrime e il silenzio della sala, Rugolo ha voluto dedicare questo secondo scudetto a tre figure fondamentali: Nicola Saccà, Pasquale Vazzana e Nuccio Geri. Un momento di storytelling intenso, in cui il capitano ha ripercorso le difficoltà di una stagione che poteva spezzarsi dopo la prima sconfitta contro Roma Nord. “Non abbiamo mai mollato – ha esclamato Rugolo – abbiamo saputo rialzarci, combattere da veri uomini e portare a casa questo trofeo. È la vittoria di un gruppo che è una famiglia”.
Applausi per il gruppo ed il condottiero Daniele Saccà che, domani, verranno accolti, all’interno di un vero e propri tour di premiazioni al Museo per diventare nuovi Bronzi di Riace.
A chiudere la serata, il pensiero del fondatore del gruppo organizzato Sandro Milardi, che ha voluto ribadire con forza l’identità del club. “Non andiamo contro nessuno – ha precisato Milardi – ma nel 2018 abbiamo fondato questo club perché ne avevamo viste troppe. Non ci identifichiamo nella Fip, nella compravendita dei titoli o nel basket moderno. Noi amiamo il basket degli anni ’80 e ’90”.
Milardi ha poi concluso con un riconoscimento che vale più di un trofeo: “Posso dire, senza ombra di dubbio, che il gruppo della Reghion rappresenta l’unione dei più forti giocatori della città degli ultimi vent’anni”. Un plauso che ha sigillato una serata di festa, ma anche di profonda riflessione sul significato autentico dello sport a Reggio Calabria.


