Reggio-Gioia,solo andata.

 

 

Dopo un intero anno a Reggio Calabria con allenamenti e partite al Centro Viola,la Cestistica Gioiese ritorna, finalmente, al PalaMangione.Parliamo con un giocatore che ha vissuto le grandi annate della Gioiese sul proprio campo e che,in questa stagione è un assoluto protagonista del team di Coach Motta nel suo primo anno di Dnc.
Siamo al termine del girone, un bel simbolo tornare a Gioia magari guardando con positività al futuro.Cosa ne pensi?


Credo che Gioia Tauro sia il nostro campo, credo sia il luogo migliore dove si possano disputare le partite della Gioiese. Durante l’anno mi è capitato più volte di parlare con il resto della squadradella situazione campi e di arrivare sempre alla stessa conclusione: ” Eh, giocassimo a Gioia sarebbe tutta un’altra partita!”.
La differenza si sente, ti manca il pubblico, in particolare un tifo come quello Gioiese che sa farsi sentire.
Il sacrificio fatto questa stagione spero serva affinchè l’anno prossimo la squadra, e il pubblico, possano trovare una struttura più consona.
Il trasferimento è stato necessario ma il futuro della Cestistica Gioiese è Gioia Tauro.

Primo anno in Dnc.Hai pagato lo “scotto” del “rookie”?
Una DNC che sfioravo da anni senza mai entrarne a far parte, diciamo che, passando gli anni, sono arrivato più preparato. Non penso di aver pagato alcuno “scotto”, piuttosto, mi son trovato a giocare in un ruolo non mio(ha giocato praticamente sempre da centro come il Papà Maurizio) ma lo faccio per il bene della squadra, non è stato facile all’inizio e non lo è tutt’ora per me. Sono sempre stato un giocatore molto duttile, magari l’anno prossimo avremo tanti Pivot e mi troverai a fare Playmaker.

Un’annata dura che comunque vi vede ancora in corsa per un posto nel PlayOff. Tante partite perse per un soffio, tante imprese sfìorate. Il ricordo più bello di questo gruppo?


Non è stata un’annata semplice, vedi il fattore campo e un po di inesperienza. I Play-off sarebbero un bel regalo a noi stessi ma l’obbiettivo era crescere, eravamo un gruppo nuovo al 100%, qualcosa di buono si è visto.
Il ricordo più bello è sicuramente la prima vittoria, insieme a tutte le risate negli spogliatoi dopo ogni allenamento.
Un bel gruppo davvero.

Palmi,Gioia Tauro,Vibo,Rossano,Rogliano,ecc ecc.Il calo del basket in Calabria non potrebbe arrivare dalla mancanza di palla a spicchi in zone che, per anni hanno ben figurato nella palla a spicchi?


Spesso si è parlato di Basket e Pallavolo come sport di periferia, questo è vero. E’ vero perchè una cittadina come Vibo,Rosarno,Palmi, etc, difficilmente potrà mai affrontare un campionato di calcio di serie A, costi troppo elevati e utenze ridotte, piuttosto, avrebbe potuto aspirare a campionati maggiori di altre discipline, vedi Basket e Pallavolo in primis. E’ per questo che queste “piccole” realtà, concentrando gli sforzi, negli anni riuscivano ad ottenere buoni risultati e a mantenere ottimi campionati.
Arrivo al dunque, la Pallavolo mantiene questa caratteristica e riesce a sopravvivere alla crisi economica nonostante le innumerevoli difficoltà, sia a livello maschile che femminile, il Basket NO. No, perchè le politiche attuate negli ultimi dieci anni ne hanno fatto lievitare i costi di gestione e
hanno imposto dei costi fissi che scoraggiano i pochi volenterosi rimasti. Eviterei di entrare nel dettaglio ma qualcuno saprebbe dirmi perchè le società dovrebbero fare sacrifici e spendere soldi? Per riempire le tasche della federazione?? La stessa che cambia regole e riforma i campionati di anno in anno, voi investireste in uno Stato che non vi da alcuna garanzia?
Io andrei al risparmio, come stanno facendo la maggior parte delle squadre.

Una provocazione: Rizzieri in regia e Gramajo in ala grande dall’inizio dell’anno.Dove arriva la tua Gioiese?

Bella provocazione! Abbiamo fatto una partita sola con Emi, in particolare, io ho giocato la maggior parte del tempo guardia. Ci dava molto più equilibrio e fisicità in campo. Riccardo,l’esperienza giusta utile nei finali di gara. Secondo te sarebbe servito altro? io penso di no. Chissà che l’anno prossimo.

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