REPLICA TOTAL KAOS, ECCO LA CONTROREPLICA DEL PRESIDENTE TRUST, CALABRO’

Dopo la nota dei Total Kaos, in risposta al post di Franco Calafiore, sempre a mezzo social, ecco la nuova missiva di Gabriele Calabrò, presidente del Supporters Trust.
 
La nota
 
Dopo oltre due anni, leggo con sorpresa e un filo di noia “nuove” (leggasi vecchie) polemiche su una vicenda della quale mi pregio di essere protagonista: quella che , il 12 luglio del 2019, ha visto nascere la Pallacanestro Viola.
Rispetto a queste oziose prese di posizione, il primo istinto è quello di godersi queste prime giornate di afa, quello di non rispondere a provocazioni stantìe. Tuttavia, qualche doveroso passaggio sulla verità dei fatti e sulla loro cronologia va esplicitato, se non altro per amor di verità.
Nel giugno del 2019, la Viola non esisteva più: colpa di gestioni scellerate e di vicende che ogni tifoso neroarancio conosce. Il Supporters Trust, del quale io mi onoro di essere presidente, nasceva con lungimiranza appena sei mesi prima: era chiaro a tutti noi, salvo a poche persone un po’ ingenue, che quella 2018-19 sarebbe stata l’ultima stagione di quella gestione della Viola. Bisognava individuare alternative per non far morire la nostra squadra.
Torniamo dunque a quel giugno: il Supporters Trust, all’inizio del mese, è tra i soggetti convocati dal Sindaco per una riunione nella quale scambiarsi strategie per comprendere queli possano essere gli scenari futuri.
Il Trust presenta in quella riunione subito 2 scenari possibili:
– L’acquisizione della società esistente e di tutta la sua massa debitoria da parte di un soggetto molto facoltoso individuato dall’amministrazione comunale (da subito parsa a noi abbastanza improbabile)
– La fondazione di una nuova società o l’appoggio di una già esistente che sarebbe ripartita dalle serie inferiori, previa consultazione con tutte le realtà cestistiche del territorio
Il sindaco propende inizialmente per la prima soluzione, prospettando la possibilità di una polisportiva guidata dall’attuale presidente della Reggina. Non rientrando tra le nostre competenze, attendiamo che questi colloqui si dipanino tra il soggetto interessato e l’amministrazione comunale. Veniamo poi a sapere che le parti sono state effettivamente vicine ma, dopo quasi un mese di attesa (siamo al 25/30 giugno e il termine per l’iscrizione ai campionati scade il 15 luglio), si concretizza un nulla di fatto. La città è ancora senza Viola.
Tra quella riunione e quel 25 giugno, però, noi non siamo stati fermi. Io in particolare ho iniziato ad incontrare le più disparate realtà cestistiche cittadine per verificare le condizioni di una cooperazione per la rinascita della Viola.
Qui va fatto un breve ma cruciale inciso: l’intenzione del Trust, in quei giorni, non era quella di fondare una squadra ex novo, ma di appoggiare una o più realtà già esistenti. Il perché è chiaro: il Trust nasce per supportare e partecipare, non per fondare. A fondare siamo stati virtualmente “costretti” dalle circostanze. Il perché lo vedremo di seguito.
I colloqui con le realtà cestistiche sul territorio non vanno bene, pur condotti in un clima di assoluta cordialità. Senza fare nomi, ricevo in prima persona le seguenti risposte:
– Facciamo un progetto assieme ma non lo chiamiamo Viola (proposta irricevibile per evidenti ragioni)
– Vogliamo fare prevalentemente attività giovanile, iscriveremo una squadra in serie C solo per divertirci. Ci vogliono 200mila euro e un impianto per il nostro progetto (proposta estremamente legittima ma lontana anni luce dall’idea della stragrande maggioranza dei soci del Trust e dei tifosi neroarancio, i quali immaginavamo avrebbero voluto vincerlo, il campionato di serie C)
– Proviamo a rilevare una società giovanile, ci sono stati chiesti 200mila euro (proposta effettivamente tentata per ragioni di blasone storico ma naufragata per la richiesta economica evidentemente esosa).
Nota bene: tutte queste proposte avevano un senso, per chi le avanzava. Non voglio far polemica: seppur declinate, i rapporti con quasi tutti questi soggetti sono rimasti leali e cordiali.
Nel frattempo, sempre sul finire di giugno (non posso ricordare con esattezza tutte le date, mi perdonerete) si svolge un’altra riunione, sempre convocata dal Sindaco. Nella quale io, a nome del Trust, presento “lo stato dell’arte” dei colloqui. Faccio presente dunque che alcuni colloqui erano andati male, altri erano tuttora in corso, specialmente la trattativa per l’acquisizione di una gloriosa società giovanile e quella con la Cestistica. Inoltre informo tutti i presenti di aver avuto interessanti colloqui con una personalità importante del basket reggino (Giuse Barrile, che però in quel momento gradiva restare anonimo per non “bruciare” gli altri colloqui). Già da allora, davanti a tutti i soggetti presenti, avevo inequivocabilmente sottolineato e dichiarato, così come nel corso di tutti i colloqui avuti con qualsiasi soggetto, che qualora non fosse arrivata la possibilità di appoggiare una realtà già esistente, avremmo rifondato la Viola, assieme a tutti i soggetti di buona volontà ma anche da soli se necessario.
Il tempo stringe: il 15 luglio (che cadeva di lunedì) sarebbe scaduta la possibilità di iscriversi ai campionati.
Il 5 luglio riunione del Supporters Trust, allargata a tante realtà: erano invitatissimi alcuni dei soggetti che oggi fanno polemica. Non si sono presentati.
Il 6 luglio ultimo incontro con la Cestistica Viola: nuovamente parliamo di una possibile collaborazione e chiariamo quali sono i nostri obiettivi. Chiariamo nuovamente in quella sede che, se non fosse stato possibile trovare un accordo in tempi utili, il Trust avrebbe comunque iscritto una società al campionato. Con l’idea persino di cancellarla o di fonderla con qualche altra realtà, o di farla diventare un settore giovanile. Insomma, l’unico obiettivo era mantenere la denominazione a favore della città.
L’8 luglio avrebbe dovuto esserci un nuovo incontro con Cestistica. Viene rimandato a Sabato 13 luglio, quindi fuori dai tempi utili per un’iscrizione congiunta.
Il 12 luglio, l’Asd Pallacanestro Viola Supporters Trust, come ampiamente annunciato, viene iscritta all’agenzia delle entrate e alla serie C Silver. È una scatola vuota, vogliamo ancora coinvolgere tutti.
Questo nostro gesto, ripeto ampiamente annunciato, viene male interpretato da chi era a colloquio con noi (poi i rapporti si ridistenderanno dopo pochi mesi una volta chiarito l’equivoco, come accade tra persone civili). Le trattative si interrompono.
Attendiamo ancora una settimana, cerchiamo di coinvolgere altre realtà. Non ci sono le condizioni.
Il 20 luglio annunciamo che la Pallacanestro Viola parteciperà alla serie C Silvare 2019-20.
Iniziano le sterili polemiche sulle tre Viole eccetera eccetera. È noioso perfino ricordarle. La nostra buona fede è stata ampiamente dimostrata nel corso degli ultimi due anni.
Qualcuno però, con tempistiche francamente deludenti, continua a fare polemica.
Sinceramente, come ho già detto, non vale neanche la pena di rispondere, se non con una cronologia dei fatti, a chi ancora trova scuse per giustificare un atteggiamento autoreferenziale.
Noi ci siamo spesi (in tutti i sensi della parola) al servizio della città e della squadra che amiamo. Abbiamo sottratto tempo e risorse alle nostre famiglie, ai nostri affetti, abbiamo messo in piedi una realtà solida, abbiamo riconsegnato la Viola alla città in un campionato nazionale.
Abbiamo fatto mille errori ma abbiamo compiuto la nostra missione.
Forse avremmo dovuto seguire i provvidi consigli arrivati da più parti: dire che “non c’è nenti”, fare un grande e assoluto nulla, lamentarci, tenere bronci lunghi decenni e avanzare pretese di supposta superiorità morale.
È molto facile fare i puristi quando non si fa nulla di nulla. È molto facile criticare. È molto facile tentare di rinfocolare polemiche superate dalla Storia. Da quella stessa storia che le persone di buona volontà – i 200 soci del Trust, il presidente Laganà, il direttivo del Trust, Giuse Barrile, gli sponsor, i tifosi, i soci proprietari e , sì, il presidente del Trust – hanno scritto insieme.
Una storia che è solo all’inizio e che non esclude e non ha mai escluso nessuno. Una storia aperta e partecipata in cui può scrivere la propria riga chiunque.
 
Tranne chi vuole solo guardarsi allo specchio.
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