RICCARDO ROSSATO:”LA MIA VIOLA POTEVA ANDARE IN A1!!”

Arrivò in riva allo stretto per rafforzare un team che doveva salvarsi e ci riuscì. Dopo la sua conferma iniziò a crescere in chiave esponenziale. Oggi è una pedina cardine di Scafati e sogna la Serie A1. Reggio? Ho lasciato una buona cucina, tanti posti da visitare ma soprattutto tanti e cari amici.

 

Basket senza pubblico e restrizioni. A tuo avviso usciremo da questa delicata situazione? Come stai vivendo lo stop forzato?

 

Ne usciremo, ne sono convinto.

Non sarà tutto come prima ma ne usciremo senz’altro.

Bisognerà capire come si svilupperà il ritorno in campo.

Il dilemma palazzetto è fondamentale per il nostro sport e state parlando con un giocatore che ama il calore del pubblico ed ama caricarsi grazie agli applausi ed agli incitamenti.

Spero che la Fip e tutti gli organi competenti riescano a reagire bene in questa situazione.

Il mio stop forzato lo sto vivendo bene.

Sono a casa, ho tantissime cose da fare.

Tra i miei allenamenti e la passione per il giardinaggio va tutto bene.

 

Come si stava evolvendo la tua stagione in terra campana?

 

E’ stata difficile.

Avevamo un roster per poter perdere 5-6 partite in un anno e stavamo andando non troppo bene, complici parecchie sfortune.

Sono convinto che ci potevamo giocare le carte per il PlayOff per poi diventare una mina vagante interessante in post-season.

 

Marco Calvani alla guida ed un roster che emozionava. Che ricordi porti con te dell’esperienza in nero-arancio?

 

Eh….è stata una stagione più che positiva.

Mi ricordo che è stata veramente dura e difficile all’inizio.

Quando mi confrontavo con “Carotino” e “Benve” e ci confrontavamo con i compagni più esperti come Patrick ed Agu dicevamo “C… diamo il massimo tutto il giorno, tutta la settimana però vinciamo in casa e perdiamo fuori…sempre”.

Appena abbiamo iniziato a vincere anche lontano dal PalaCalafiore è stato tutto uno “scaricare la tensione” ed emanare energia positiva.

Siamo decollati.

Un PalaCalafiore pieno: lo immagino così anche successivamente alla stagione regolare, sarebbe stato “una figata”.

 

Ti saresti mai aspettato l’esplosione totale di Marco Spissu?

 

Così tanto no, assolutamente no.

Che potesse ritornare nella sua Sassari, una squadra Top a giocare tanto ed ad essere determinante no.

Tutti i giornali parlano di lui, la canotta meritatissima della Nazionale, tutto il basket parla di lui.

E’ stato bravissimo a crederci.

Mi ricordo che quando facevamo le giovanili insieme ricordo una sua partita contro Torino, contro un team che vinse il campionato e si vedeva che c’era un talento che covava alla grande sotto.

 

In vista della prossima stagione, quale giocatore della tua Viola vorresti portare con te in una nuova esperienza cestistica?

 

Vorrei la squadra che raccontavamo prima.

Molto spesso quando ci confrontiamo con gli ex compagni abbiamo tutti lo stesso obiettivo professionale: ritornare a giocare insieme.

Era una grande Viola, una chimica fuori dal campo senza confini.

Sinceramente: se quella squadra fosse stata riconfermata l’anno dopo avrebbe avuto tutte le potenzialità per andare nella massima serie del basket italiano e a dirla tutta, in quella stagione, con il PalaCalafiore pieno potevamo vincere il campionato.

 

Cosa ti manca di più di Reggio Calabria?

 

Tante cose.

La cucina, i posti da visitare ma se devo pensare ad una cosa penso alle persone che ho conosciuto.

Un affetto bellissimo ed un rapporto che continua e funziona.

Il calore della gente.

 

Stai vivendo una carriera in crescita costante. Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

 

Il mio sogno è quello di diventare un giocatore importante in Serie A.

Sono consapevole che devo lavorare tanto e dovrò avere anche un pizzico di fortuna.

Dovrò imboccare le strade giuste , trovare le persone che ti diano le occasioni giuste anche nei momenti più difficili ma non mollo e lavoro sempre.

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