Ricordando Rocco Ferrinda

 

 

 

Erano gli anni 60 e la fame di basket iniziava a permeare il territorio cittadino.Rocco Ferrinda, reggino doc, si poteva considerare uno “straniero” dell’epoca.Era un talento unico della nostra pallacanestro, forte di un dinamismo senza confini e di una ottima tecnica di base appresa in Toscana a Siena durante un’esperienza giovanile in collegio.

 

Va dato atto a Ferrinda di aver lavorato alla grande come istruttore dello sport della palla al cesto: dalle sue mani e dalla sua passione, nacque la voglia di tanti protagonisti del mito nero-arancio.Se il Professore Calafiore può essere identificato come il primo degli allenatori reggini, Ferrinda verrà ricordato come il primo degli istruttori.

 

.La sua carriera iniziò proprio a cavallo della nascita della mitica Cestistica Piero Viola:il team dell’Aics capeggiato proprio da Piero Viola,dopo la morte del compianto gemello del Giudice,per volere del più importante numero uno dei reggini di sempre diventò la Cestistica Piero Viola.

Di quella squadra, Ferrinda, accanto a Bagnato,De Carlo,i fratelli Arena e Melara(solo per fare qualche esempio) era uno dei giocatori più rappresentativi.Era la Viola dove giocò anche Santo Versace, erano i primi passi,i primi canestri e  le prime foto in bianco e nero.

Le testimonianze di chi lo ha visto giocare sono palesi:”Era davvero fortissimo.Realmente ho visto pochi giocatori forti come lui tra Calabria e Sicilia”.

 

Erano gli albori del basket a Reggio Calabria.L’Aics giocava al De Amicis.Si giocava in una struttura all’aperto dove, proprio Ferrinda riuscì a trasmettere da ottimo istruttore la passione per il basket a Dirigenti di oggi come Tito Messineo e Pasquale Favano,uomini ancora in sella alla Viola di adesso o a personaggi super attivi nella Viola dei grandi fasti come Pasquale Morabito e Nuccio Placanica.

Ferrinda, è inutile negarlo, come giocatore aveva realmente una marcia in più:aveva studiato in un collegio di Siena ed il suo passo ed il suo trattamento di palla erano senza confini.Si dice abbia portato a Reggio un fondamentale moderno come la finta a canestro,fino ad allora sconosciuto dalle nostre parti. Attraverso il lavoro con la Reggina del basket creò una fucina di talenti che, anno dopo anno servì come serbatoio ad una Viola che cresceva anno dopo anno, stagione dopo stagione.

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