RIPARTENZE E DUBBI:PARLA L’HEAD-COACH DELLA PLANET,UMBERTO DI MARTINO

La pausa forzata ha placato la corsa statistica di Coach Di Martino, reduce da due stagioni vittoriose, prima in D Calabria e successivamente in C Silver regionale La corsa alla B ed alle finali nazionali d’Eccellenza con la Planet Catanzaro si è dovuta placare forzatamente.

Pausa forzata, basket giocato in stop in tutto il mondo. Coach, come stai trascorrendo le tue giornate?

 

Il mio primo pensiero va a tutti coloro che combattono questo virus: vittime, famiglie, operatori sanitari e forze dell’ordine. L’unica cosa che possiamo fare per essere utili è RESTARE A CASA. Inizialmente non ti nascondo che la situazione mi stava un pò stretta ma ne ho compreso la reale necessità e ho riscoperto questo ‘tempo’ per dedicarlo allo studio e all’aggiornamento con la voglia di farmi trovare ancora più pronto a ripartire. La mia giornata è fortunatamente travolta dall’entusiasmo della mia piccola che a volte davvero non ci dà tregua.

 

Primo anno in giallo-rosso. Girone di andata straordinario in C Gold, leadership in Under 18 d’Eccellenza. Possiamo tracciare un mini-bilancio aspettando buone notizie dal combattimento collettivo verso il Virus?

 

Bilancio sicuramente più che positivo oltre ogni più rosea aspettativa. Per quanto riguarda la C Gold ci troviamo lì dove volevamo essere, pronti a giocarci un piazzamento migliore per i playoff avendo dato spazio, quindi momenti di crescita, ai giovani ragazzi del network della Planet. Stesso discorso potremmo farlo con l’Under 18 d’Eccellenza dove la maturità conquistata dai ragazzi durante le partite di C ha fatto si che il rendimento dell’intero gruppo fosse da capolista del nostro girone.

 

Sei reduce da un biennio vittorioso in casa Enjoy con tanto di spareggi giocati per la B.

Qual è il ricordo più bello che porti con te di quegli anni?

 

Sono stati due anni proficui sotto l’aspetto professionale e personale consentendo di sentirmi davvero a casa in quel di Lamezia. Il ricordo più bello resta sicuramente la vittoria di una partita rocambolesca durante lo spareggio di Roma contro Olbia terminata con un abbraccio liberatorio di noi tutti. Un gesto che mi ha confermato di essere riuscito a trasmettere ai ragazzi e all’ambiente il valore di identificarsi nel GRUPPO. 

 

Rumors, tutti da confermare, vorrebbero l’introduzione della C Gold anche in Calabria per la prossima stagione. Cosa ne pensi?

 

Penso che sia davvero un’utopia viste le difficoltà nel riuscire a soddisfare la richiesta numerica, in termini di squadre, che può richiedere un campionato del genere e ovviamente sostenere anche tutti i relativi costi. Ovviamente guardandola dal campo potrebbe diventare un’opportunità di crescita per l’intero movimento se si riuscisse a dare uno sviluppo interregionale a questo campionato.

 

Basket in Calabria. Una cinquantina(circa) di ragazzi dall’Est a Catanzaro. E’ il nuovo basket giovanile?

Forse 50 non è il numero reale però l’arrivo di tanti ragazzi dall’Est colma una carenza di risorse giovani del territorio. Il confronto sul campo con ragazzi già ‘pronti’ fisicamente e anche tecnicamente credo che possa essere positivo per la crescita di tutti e non motivo di rinuncia a volersi migliorare sempre.

 

Prima della tua esperienza in Calabria allenavi a Scafati. Abbiamo appreso della donazione della famiglia Longobardi rivolta a sostegno dei soggetti bisognosi in questo momento storico così difficile. Una tua opinione?

 

Non avevo dubbi sulla sensibilità della famiglia Longobardi in un momento così drammatico. Il patron Longobardi è sempre molto attento al territorio ma la cosa che più mi ha fatto piacere è che questo gesto è stato fatto con l’intento di aprire la strada ad altri imprenditori alla donazione di questi apparecchi medicali che risultano estremamente necessari per salvare delle vite in un momento per la sanità così difficile.

 

Quando ci sveglieremo dal brutto sogno Corona Virus, a tuo avviso, come ritroveremo il movimento basket?

 

Non ti nascondo che mi preoccupa l’impatto economico che questa emergenza scatenerà sull’intero movimento cosi come in ogni altro settore anche non sportivo. Resto un po’ deluso nel leggere e vedere che in questo momento così delicato ci sono società che pensavano ad affrettare la chiusura di campionati invece di combattere adesso restando a casa e augurandosi di ripartire per il bene del movimento e delle persone che fanno questo sport. Credo che sia doveroso per le società infondere positività per ripartire più forti di prima e non lasciarci indebolire.

Da Coach penso ai giovani che hanno bisogno di continuare il loro percorso di crescita individuale e mi domando: come possiamo immaginare di lasciarli soli per i prossimi mesi e pretendere che siano pronti per ripartire a Settembre?

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