RUVO RESTA A RUVO, RUVO RESTA AI RUVESI
La Virtus Roma 1960 e Brescia hanno provato a strappare il titolo sportivo ai pugliesi, ma la dirigenza ha detto no. Cappelluti: “Ora la comunità faccia la sua parte”. Il sindaco Chieco: “Un sogno collettivo”
RUVO DI PUGLIA – In un mondo dello sport professionistico sempre più dominato dalla logica del denaro e dei grandi capitali, da Ruvo di Puglia arriva una ventata di romanticismo che sa di sfida. La Pallacanestro Ruvo ha ufficialmente respinto al mittente le allettanti proposte di Virtus Roma 1960 e di Brescia, che avevano messo gli occhi sul titolo di Serie A2 conquistato dalla società pugliese.
L’annuncio, atteso come un verdetto, è stato dato nel corso di una conferenza stampa che sapeva di appello alla città. A parlare sono stati la presidente Cinzia Caputi e il socio Felice Cappelluti, ex massimo dirigente del club, i quali hanno spiegato le ragioni di un rifiuto che ha dell’incredibile per l’importo delle cifre rifiutate.
“Offerte irrinunciabili, ma abbiamo scelto l’amore per questi colori”
L’atmosfera nella sala stampa era carica di emozione. La presidente Caputi ha aperto i lavori con una voce ferma, ma tradita da un leggero tremore: “Oggi è un giorno importante per la pallacanestro a Ruvo. Vogliamo dare una bella notizia che è frutto di una scelta di cuore. Noi ci teniamo a questa squadra, a questa realtà e la decisione presa conferma questa nostra volontà”.
Parole che hanno trovato eco nelle dichiarazioni di Felice Cappelluti, il quale ha svelato i retroscena degli ultimi giorni, ammettendo il peso delle tentazioni economiche: “Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto due offerte irrinunciabili. Parliamo di proposte economiche molto elevate, tali da farci riflettere. Sarebbe da ipocriti dire il contrario” , ha esordito Cappelluti, sottolineando la difficoltà del momento.
E poi la svolta, la scelta coraggiosa: “Abbiamo scelto di dire no, per amore di questa squadra, e dei tifosi che ci hanno mostrato affetto per questa società. Un titolo sportivo è frutto di anni di duro lavoro, emozioni condivise, una realtà della comunità e non solo dei soci” . Mantenere il titolo in A2, però, comporterà oneri economici enormi, e la dirigenza ha lanciato un messaggio chiaro alla città: il sogno continua, ma serve l’aiuto di tutti.
L’appello alla città: “Un progetto che non ha limiti”
Cappelluti non ha nascosto le difficoltà future, ma ha trasformato l’ostacolo in un’opportunità di crescita collettiva: “Il nostro rifiuto è un messaggio chiaro: crediamo in questo progetto, in questo territorio. Abbiamo fatto la nostra parte. Adesso è arrivato il momento che tutta la comunità faccia la propria parte. Chiediamo ai tifosi di continuare a sostenerci. Chiediamo alle aziende del territorio di credere ancora in questa società. Chiediamo alle istituzioni di essere sempre al nostro fianco” .
L’appello è diventato quasi un grido di battaglia: “Il basket non appartiene solo a società e soci, ma a tutti. Se vogliamo che l’A2 continui, è il momento di dimostrarlo. Oggi ci occorre un sostegno serio e massiccio. Abbiamo difeso questo sogno. Ora è il momento che la città lo difenda insieme a noi. Il primo luglio daremo via alla campagna abbonamenti. Ruvo resta ai ruvesi” .
Il sindaco Chieco: “Voce fuori dal coro, orgoglioso di questa scelta”
A suggellare il momento, è intervenuto il Sindaco di Ruvo di Puglia, Pasquale Chieco, che ha definito la decisione “coraggiosa” e ha speso parole di elogio per la dirigenza.
“Una scelta coraggiosa perché in un mondo dello sport professionistico volto ai soldi, da Ruvo di Puglia si alza una voce diversa e si fa un sogno collettivo. Sono orgoglioso di questa scelta” , ha dichiarato il primo cittadino.
Il Sindaco ha poi rilanciato la sfida, chiedendo il contributo di tutto il territorio per allestire una squadra competitiva: “Ognuno deve prendersi un pezzetto di responsabilità. Un investimento collettivo non è solo la condizione per fare questo campionato, ma per farlo nella maniera più capace per tenere la presenza in A2 e con la volontà di costruire un progetto che non ha limiti. Se siamo riusciti a superare questa fase critica, significa che tutto è possibile e dunque bisogna esserne orgogliosi. Ruvo rappresenta lo sport pugliese e del territorio” .
Ora la palla passa ai tifosi e agli imprenditori locali. La sfida è appena cominciata, ma Ruvo di Puglia ha già vinto la partita più importante: quella della credibilità e dell’amore per i propri colori.


