SCATOLONE “LIBERO”, ABBATTIAMOLO E RICOSTRUIAMOLO

di Mario Vetere – Direttore  Responsabile – “Serve solo maggiore coraggio e una sana ambizione”.

Ci viene comunicata dalla Prefettura la chiusura dello “Scatolone”, la palestra di Reggio Calabria intitolata a “Piero Viola” dove erano “ospitati” un centinaio di migranti minorenni giunti in Italia senza genitori.

I ragazzi sono stati trasferiti in altre strutture del territorio provinciale e cittadino. Ci auguriamo che siano più degne e rispettose della dignità umana.

Il rumore mediatico, ogni tanto i giornalisti servono a qualcosa, ha messo la parola fine ad una doppia vergogna cittadina: la sistemazione ai limiti della decenza dei minori non accompagnati e l’evidente limite strutturale dello “Scatolone”.

Il Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Facomatà sull’argomento ha dichiarato: “Da oggi lo Scatolone e la Palestra di Archi tornano alla piena disponibilità di tutti gli sportivi reggini. Grazie all’ottimo lavoro di squadra tra le istituzioni territoriali e alla splendida sinergia messa in campo con la Prefettura di Reggio Calabria, le due strutture potranno finalmente tornare alla loro destinazione originaria. Adesso – ha aggiunto il Sindaco – procediamo con i lavori, possibili grazie ai finanziamenti ministeriali, per il ripristino della piena funzionalità dei due impianti, che torneranno all’interno del circuito sportivo del nostro comprensorio”.

La notizia non ci rallegra, almeno al momento, perché ancora una volta non viene posto un termine chiaro agli annunci. Il comunicato resta vago sul piano temporale e soprattutto sul come “torneranno all’interno del circuito sportivo” gli impianti di Archi e soprattutto lo “Scatolone”.

Su quest’ultimo ribadiamo il nostro appello lanciato nei giorni scorsi. Lo Scatolone rappresenta una vergogna per lo sport. Tutta la sua attuale struttura in lamiera e tubi innocenti non è più concepibile per chi pratica la pallacanestro.

Occorre abbatterlo e ricostruirlo con maggiore criterio di sicurezza e confort. Chi si impegnerebbe a firmare l’agibilità per una “scatola di latta” ripitturata?

Sfruttando l’occasione delle ingenti somme del Patto per la città Metropolitana e degli altri finanziamenti ministeriali, si potrebbe finalmente cogliere l’occasione di ricreare una qualificata area sportiva, degna di questo nome.

Una nuova piscina, un nuovo palazzetto del basket e del volley, tutti in un’unica area. Serve solo maggiore coraggio e una sana ambizione.

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