SILENZIO, ALLA LUNGA CUI PRODEST?

Il silenzio è assenza di rumore, a stento si può percepire un respiro, il massimo del silenzio è la cosa più brutta: la morte.
Dunque se il silenzio, in termini matematici, tende alla morte, chi vuole vivere alla fine grida.
La Viola vuole vivere, vivere è relazione,  dialogo,  incontro.
Dunque la Viola non crede che la sua magnifica politica di rilancio, possa essere nutrita di liquido vitale diverso dal dialogo, dunque la Viola deve considerare il silenzio una breve, necessitata parentesi ma solo breve.
La Viola sta male, un male passeggero (se tutti prendono le medicine giuste), ma sempre un male e deve far sapere a tutti come se ne può venire fuori.
Deve far sapere a chi per lei soffre (si! sportivamente ma si soffre, con rispetto pieno per le grandi vere sofferenze della vita), che nessuno molla, di più che tutti assieme non si molla.
Abbiamo parlato tutti, io per primo, nella meravigliosa due giorni di Legnano (battute Tortone e Legnano)  e poi a Verbania, casa Omegna, di quanto fosse bella la nostra Viola e poi cosa è successo?
Non si deve vincere il campionato, si deve fare di tutto per dimostrare che si è tornati nel grande giro dei protagonisti del basket, bisogna lottare con dignità e continuità (le brevi rimonte somigliano troppo a quei ragazzini che devono fare 1000 metri e partono come se fossero 100, inefficacia!)
In estate tutti (me compreso) abbiamo pensato che fosse una stagione da vivere con gioia, non da primi della classe spocchiosi ma tra comprimari di una classe modello.
CI SIAMO PERSI TROPPO PRESTO!
Il tempo per rimediare c’è ma, per favore, basta con questo silenzio tenebroso.
Il silenzio alla lunga cui prodest, ho detto all’inizio, dopo avere scritto ho una risposta: a chi vuole male alla Viola.

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