Simone Farina, un saluto dal cuore: “La Viola mi ha lasciato tanto. E su quel numero 00…”
di Giovanni Mafrici – L’ex ala della Pallacanestro Viola, ha passato una stagione al Porto Recanati,a Sora, ha incontrato i vecchi tifosi neroarancio in occasione degli spareggi. Un’intervista tra ricordi, il suo “virale” numero di maglia e un pensiero sulle difficoltà del basket italiano.
È bastato un attimo per tornare a casa. In occasione delle gare di spareggio, Simone Farina, ala del Porto Recanati, non ha saputo resistere alla tentazione di tornare a respirare l’aria di casa. Un saluto, un abbraccio, e subito a parlare di quella stagione in maglia neroarancio.
“Quando ho letto che gli spareggi si sarebbero fatti vicino casa mia, non potevo esimermi dal venire a vedere la Viola” ha esordito Farina, visibilmente emozionato. “Ho passato un anno difficile dal punto di vista cestistico, ma dal punto di vista umano le persone e la società mi hanno lasciato tanto. “.
Tra i ricordi più iconici di quella stagione non poteva mancare il suo numero di maglia, diventato un vero e proprio tormentone sui social con l’ormai famigerato numero 00. “Oltre ormai la canotta è un cult. scherza il giocatore, riferendosi al successo virale di quella stagione, quando la pagina “L’umiltà di Chiamarsi Minors” lo aveva trasformato in una piccola leggenda del basket di provincia proprio per la scelta del doppio zero. “Allora sicuramente quella stagione è stata un po’ quella del mio salto di qualità” ha aggiunto, mostrando gratitudine verso lo staff tecnico. “Sempre ringraziato anche coach Bolignano per la fiducia che mi ha dato durante quell’anno lì. Ancora sento Andrea Renzi: i suoi consigli, i suoi movimenti… anche il fatto che lo triplicassero e io ero libero, mi ha aiutato tanto.”
Il legame con il territorio e con la gente, però, è ciò che ha segnato di più il passaggio di Farina a Reggio. “Con chiunque giravo per strada, la gente ti salutava. Con Maurizio Marino magari andavamo a berci una cosa insieme… il rapporto c’era. Ancora oggi ci sentiamo con Mimmo una volta al mese, una volta ogni due mesi. È un posto dove la gente ti accoglie e ti vuole bene” ha confessato.
L’incontro è stato anche l’occasione per toccare un tema caldo: la difficile situazione dei campionati di B, tra riforme e squadre in difficoltà economiche. “La situazione non è rosea” ha ammesso Farina. “Il fatto di aver cambiato la B1 e fatto la B2 a così tante squadre comporta dei costi per una società che magari faceva la C Gold. Ora deve spendere il triplo, solo per i parametri e le trasferte. “


