EccellenzaUNDER 19 ECCELLENZA

SORRISI ED ABBRACCI: COACH MAGINI RACCONTA LA SUA FIRENZE

CATANZARO – Finisce qui, almeno per quest’anno, l’avventura della Firenze Basketball Academy nell’Under 19 Eccellenza. Il PalaPulerà celebra la storica vittoria dei padroni di casa, ma negli spogliatoi ospiti c’è un tecnico che non parla di rimpianti, bensì di progetti. Michele Magini, alla sua prima stagione sulla panchina della 19 eccellenza, si presenta in sala stampa con la lucidità di chi ha già lo sguardo al prossimo triennio. E l’inizio, a sorpresa, è un ringraziamento alla città che l’ha appena battuto.

 

“La prima cosa: voglio ringraziare Catanzaro. Siamo stati accolti in modo super, con gentilezza e calore. E complimenti per la vittoria: oggi hanno strameritato sul campo”.

Magini spiega subito l’identità della sua squadra, lontana dalle logiche dei grandi club con un solo vivaio. “Era un gruppo nuovo, messo insieme da più realtà fiorentine. Questa è l’idea della Firenze Basketball Academy: ragazzi dell’hinterland che giocano in Serie C (al Sankat), , a Legnaia, al DLF, qualcuno addirittura in Interregionale. Abbiamo passato il primo turno regionale tra le prime quattro e abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con realtà incredibili”. Quali? “Questo era uno dei gironi più difficili del gruppo bianco: c’erano tanti settori giovanili di Serie A, A1 e A2. Per noi, un’esperienza incredibile. Anche solo il viaggio per venire fin qui – e i ragazzi se lo sono meritato – è parte del motivo per cui facciamo queste cose: la qualità della pallacanestro, il contatto con livelli che forse molti di loro non avranno più”.

La domanda che brucia: a Firenze manca il basket che conta. Magini, che quella città la conosce profondamente, non nasconde le difficoltà. “È una città estremamente calciofila. La Fiorentina assorbe energie e passione. Ma il basket giovanile sta crescendo. Noi abbiamo tutti i gruppi eccellenza: la 17 ha fatto la fase interregionale, la 15 è andata agli spareggi affrontando Olimpia Milano e Reggio Emilia. La parte femminile ha fatto per l’ennesima volta le finali nazionali – l’anno scorso persa con Reyer Venezia, quest’anno con Costa Masnaga ai quarti”. E allora cosa manca? Magini non si nasconde: “Un imprenditore un po’ pazzo, un po’ pazzerello, che riesca a unire le varie teste che ci sono a Firenze sulla pallacanestro. In passato progetti sono nati e morti perché non c’erano soldi. Meglio consolidare la base con anni di settore giovanile fatto bene, poi sperare di tornare perlomeno in B”.

Cosa si salva di quest’anno, coach? “Sicuramente la seconda parte: aver vinto sul campo di un settore giovanile di Serie A come Treviso. Non la vittoria in sé, ma il fatto di essere riusciti a competere – bene o male – in tutte le partite. ”.

Magini e Sabbatino si conoscono da una vita: “Io e Nunzio abbiamo giocato insieme da ragazzini”. E allora l’ex campo diventa complicità. “Mi diceva che Catanzaro andrà a Pisa per gli spareggi. Gli faccio un grandissimo in bocca al lupo, anche per la serie B interregionale”. Ringraziamo Angelo Spadaro dalla Struttura comunicazione giallo-rossa.

 

Show Buttons
Hide Buttons