SOSTA TRIONFA ANCHE A MESSINA

di Giovanni Mafrici -l’intervista a Vittorio Soldatesca fresco campione della Serie D siciliana

 

Quanto è stato bello vincere ancora una volta un campionato?

Vincere un campionato è sempre qualcosa di speciale …quest’anno vincerlo non è stato facile visto il livello della categoria in cui ho militato ma col duro lavoro e con l’aiuto dei miei compagni anche quest’anno siamo riusciti a portare a casa la promozione che sembrava complicata dopo la sconfitta a Capo D’Orlando la squadra non si è disunita anzi con l’aiuto degli acquisti di Gigi Russo prima e  di Catanoso dopo siamo riusciti a diventare ancora più 4sz59zcompatti ribaltando la differenza canestri e alla fine esultare per la vittoria del campionato

Il momento più bello della tua stagione in terra peloritana?

Sembrerà scontato ma il momento più bello di quest’anno per come si erano messe le cose è stato proprio in gara tre perché a causa di permessi agibilità e tutto il resto abbiamo affrontato la gara decisiva a porte chiuse ma siamo stati più forti anche di questo e vedere i nostri tifosi rimasti fuori dal palazzetto seguirci e incitarci davanti ad uno schermo gigante montato per trasmettere la partita ci ha ripagato di tutto il lavoro svolto dalla società e dai miei compagni

Il successo ha tanto di calabrese,dico bene?

Con me e Ciccio(Catarroso ndr) e l’aiuto di Antonio Pellicanò diciamo che il profumo calabrese rimarrà in questa squadra e in questa promozione ma come ben sai e credo di poter parlare anche per il mio amico Ciccio Catanoso Vittorio-Soldatesca1ribattezzato “petaloso” a Messina , non importa il campionato o la squadra per cui giochiamo , noi entriamo in campo per vincere o sicuramente per provarci con tutti i mezzi a nostra disposizione

Evolversi del movimento. Dove avresti voluto militare in Calabria in questa stagione qualora ce ne fosse stata la possibilità?

A 32 anni sembra che tutto stia finendo perché pensi ormai sei vecchio sarà l’ultimo anno ma invece credo che non ci sia un’età in cui si finisca realmente di imparare soprattutto nello sport quindi farmi allenare da Gaetano Gebbia ben supportato da due cari amici come Pala(al secolo Andrea Pellicanò) e Peppe (Polimeni ndr) mi sarebbe piaciuto.

 

Hai lasciato “da sola” l’Aleandre, diventata Noir: cosa ti aspetti dall’evolversi del campionato Csi dopo i due scudetti consecutivi a marchio Reggio Calabria?

 

: Il campionato CSI e’ un campionato divertente noi siamo riusciti in due anni soprattutto nella fase finale a portare tanta gente al palazzetto a seguire le partite ed è questo lo spirito giusto …fare avvicinare le persone al mondo della pallacanestro con passione e divertimento.

 

Tanti anni di militanza: se dovessi creare il tuo quintetto ideale di sempre scegliendo tra i tuoi compagni chi inseriresti?

: Troppo facile risponderti…. il quintetto ideale che non solo io ma tutti abbiamo in testa ed è quello che i presidenti e gli allenatori non capiranno mai che è’ lì a portata di mano e che sarebbe sopratutto un gruppo di amici ,di persone di Reggio Calabria ed  è composto da Vincenzo Meduri in regia, Andrea Pellicano, Soldatesca, Pietro Vazzana e Vladimir Pellegrino.

E’ vero che quest’estate ti chiamò Agropoli in A2 o è solo una leggenda di mercato?

Credo sia leggenda anche perché altrimenti sarei lì ad allenarmi e non avrei tempo per risponderti caro Gianni 🙂 con affetto

 

di Giovanni Mafrici

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