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SPECIALE COACH GEBBIA, LE PAROLE DI PIERO VIOLA

Speciale dall’intitolazione della Palestra del Liceo Volta alla memoria di Gaetano Gebbia- di Giovanni Mafrici. Ricordi e un senso di gratitudine che ha travalicato il semplice dovere istituzionale per trasformarsi in un abbraccio collettivo. Questa la cornice che ha accolto la cerimonia di intitolazione della palestra scolastica del Liceo Volta alla memoria di Gaetano Gebbia, il celebre coach, formatore, scrittore e maestro che ha lasciato un segno indelebile nel mondo dello sport e dell’educazione reggino.

A rendere ancora più toccante la cerimonia, le parole del dottor Piero Viola, figlio del fondatore della Cestistica Piero Viola, che ha voluto condividere con i presenti il suo personale e profondo legame con Gebbia, descrivendo l’intitolazione non come un atto dovuto, ma come un vero e proprio “piacere” del cuore.

Prendendo la parola, il dottor Viola ha subito chiarito il significato autentico di questa dedica: “È un tributo iper doveroso per un formatore, per un allenatore, per un maestro, uno scrittore e tante altre cose che è rimasto nel cuore di tutti noi”. Un tributo che, ha sottolineato, nasce da un sentimento spontaneo e profondo, quasi come se la sua presenza fosse ancora viva nel quotidiano: “Ogni tanto guardando il telefono reciprocamente aspettiamo un suo messaggio. È vero, è vero.”

Per Viola, l’intitolazione è stata “un piacere” più che un obbligo, un riconoscimento che Gaetano ha meritato non tanto come persona, ma per tutto ciò che ha rappresentato e lasciato in eredità. E il luogo scelto, la palestra del Liceo Volta, non è affatto casuale: “C’è il suo luogo, il luogo dove lui effettivamente ha trasmesso tutte le cose che noi sappiamo. I ragazzi, la palla a canestro, il campo: questo è il suo posto.”

 

Viola ha poi aperto il suo cuore, raccontando il legame che lo univa a Gebbia sin dall’infanzia: “Per me il fatto di poter essere qua è anche un salto nel passato, un passo indietro in quasi tutta la mia vita, perché ho conosciuto Gaetano che ero ragazzino”. 

 “Diciamo la scommessa vinta di tutti in quel momento. Di papà, che era il vertice, ma in realtà era una struttura che cresceva. Riguardarlo ora, dopo tantissimi anni, è stato fatto qualcosa di straordinario in quello che ha fatto Gaetano.”

 “Ogni momento storico ha le sue peculiarità. Forse saremmo ingenerosi se guardassimo il presente sempre paragonandolo a un passato che è stato meraviglioso. Quei tempi forse non potranno più tornare, ma ci auguriamo che le nuove generazioni sappiano fare anche meglio.”

Un’osservazione che si lega idealmente al legame familiare che unisce la dinastia Viola al mondo del basket. Alla domanda se fosse orgoglioso del nipote Mattia in prima squadra, Piero Viola ha risposto con trasporto: “E come si fa a non essere orgogliosi del nipote e di questo nipote?”

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