SPECIALE PER TUTTI CHARLIE, INTERVISTA AL COACH WALTER DE RAFFAELE
Walter De Raffaele e il ricordo della Viola- di Giovanni Mafrici – “A Reggio tanti amici, speriamo di ricongiungerci prima o poi. Ai giovani dico: riscoprite l’umano”
REGGIO CALABRIA – Una serata bellissima, di quelle che ti rimangono dentro. Al cinema teatro Fumagalli di Cantù, la prima proiezione del docu-film “Per tutti Charlie” ha regalato momenti indimenticabili, dedicati al più grande allenatore italiano di sempre, Carlo Recalcati. E tra i presenti, a emozionare il pubblico, c’era anche chi quella storia l’ha vissuta da protagonista, incrociando per un periodo il proprio cammino con la leggenda del basket italiano. Parliamo di Walter De Raffaele, head coach della Pallacanestro Cantù, fino a qualche ora fa ma – nella stagione 2005-2006 – alla guida della Viola Reggio Calabria in Serie A.
Intervistato durante l’evento, De Raffaele ha ripercorso con il cuore in mano quei mesi intensi, fatti di vittorie epiche, difficoltà e legami mai spezzati con la città dello Stretto.
. E a proposito delle immagini che lo riguardavano, l’allenatore, già campione d’Italia, non ha nascosto l’emozione: «La parte su di me, sulla mia famiglia è la cosa che mi riempie di più. Charlie (Carlo Recalcati, ndr) ha questa cifra umana che mi appartiene molto e che ho cercato sempre di seguire. Le parole che ha detto sono parole che ci teniamo stretti, fanno piacere a tutta la mia famiglia».
A chi gli chiedeva come si possa emulare una carriera come quella di Recalcati, De Raffaele è stato chiaro: «Impossibile. È impossibile, la sua storia ha un percorso da giocatore e poi allenatore di altissimo livello. Si può provare però a capire quanto la componente umana, la comprensione che si ha a che fare con le persone e non con degli automi, faccia la differenza. Quella è una cosa che i giovani allenatori dovrebbero prendere. Io l’ho sempre avuta un po’, ho avuto la fortuna poi di coltivarla con Carlo. È una cosa che invece si sta perdendo. Quel senso dei valori è qualcosa che si può provare a ricoltivare nuovamente. Alla fine restano le persone».
Il giornalista che lo intervista coglie l’assist: «Ero un giovanissimo giornalista, era l’ultimo anno di Serie A della Viola”. “La cosa positiva è che nonostante i pochi mesi, ancora oggi Walter De Raffaele ha tantissimi amici a Reggio Calabria. Tutti portiamo ancora nel cuore quella vittoria con la Benetton. Tu sai benissimo cosa voglia dire per un reggino battere la Benetton». E De Raffaele annuisce, ricordando.
«Guarda, è stata una stagione problematica per tante cose successe fuori dal campo – ammette – troppe per un giovane allenatore che arrivava da una grande stagione a Livorno e che veniva con tanta presunzione forse, quindi tanti errori anche fatti dal sottoscritto. Però a Reggio ho tanti amici. Mi ricordo la corsa di Santo Frascati in mezzo al campo con Sandro Santoro, ci siamo ripromessi di lavorare di nuovo insieme giù a Reggio».
A un certo punto, De Raffaele lancia un messaggio in diretta: «Toni Giovacchini(che canestro in quell’overtime) non l’ho più sentito, non so neanche che fine abbia fatto. Toni, noi ti stiamo cercando. Fatti vivo». Poi, il pensiero va al futuro: «Alla fine rimangono le persone. I campionati si vincono, si perdono, ci sono vittorie e sconfitte, annate che vanno bene e male. Speriamo di potersi ricongiungere».


