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Sport e inclusione sociale, Amelia Cugliandro (FIPIC): “Con ‘Mettiamoci in Gioco’ una nuova rete per abbattere le barriere mentali”

Reggio Calabria – Un progetto che nasce dal cuore e dalla visione di chi, da dieci anni, crede nello sport come strumento di rinascita personale e collettiva. Si è tenuta questa mattina presso il Polo Culturale Mattia Preti la presentazione di “Mettiamoci in Gioco”, l’iniziativa promossa dalla Reggio Calabria Basket in Carrozzina che amplia un percorso avviato un decennio fa, grazie al sostegno della Regione Calabria e ai fondi dell’Unione Europea.

 

Con un intervento carico di passione e concretezza, è stata Amelia Cugliandro, ideatrice del progetto e delegata regionale FIPIC Calabria. Le sue parole hanno restituito il senso più autentico di un’iniziativa che non vuole fermarsi alla teoria.

Lo so bene perché è un progetto che ho ideato io – ha esordito Cugliandro – e ci tengo in particolar modo, anche perché va ad ampliare il primo dei progetti che è iniziato 10 anni fa. Noi rinnoviamo il più possibile i nostri progetti, ci mettiamo in gioco perché si riempiono sempre più di nuovi contenuti e si allargano sempre di più i beneficiari”.

Grazie all’Avviso “SuperAbilities” della Regione Calabria – cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027 – il progetto avrà la possibilità di coinvolgere, in modo simultaneo e integrato, ragazzi con disabilità fisica, ragazzi con disabilità mentale e, soprattutto, giovani con problemi di emarginazione sociale e reddito basso.

Cercheremo – ha spiegato la delegata – di creare una nuova rete, di portare a un reciproco arricchimento attraverso lo sport del basket in carrozzina, che abbiamo sempre detto essere lo strumento per eccellenza. Sia per abbattere quelle che sono le barriere, soprattutto mentali, sia attraverso il basket, ma anche altre attività che sono più che collaterali: come la emotional therapy, per stimolare la consapevolezza di sé e l’autostima, come la danza terapia”.

Il basket in carrozzina resta il cuore pulsante del progetto, ma non l’unico. Accanto ad esso, troveranno spazio percorsi di arte-terapia, potenziamento muscolare, ginnastica posturale e attività a corpo libero. “Ci sono varie sfaccettature – ha sottolineato Cugliandro – tutte tese a creare squadra al di fuori del campo e a migliorare, per quello che è possibile, l’essere umano”.

Nel suo intervento, la delegata FIPIC ha voluto riservare un pensiero di profonda gratitudine all’amministrazione regionale e all’assessore al Welfare Pasqualina Straface, senza i quali – ha detto – iniziative come questa non potrebbero vedere la luce. “Ringrazio la Regione Calabria al di là del cofinanziamento – ha dichiarato – perché è sempre sensibile a noi associazioni e ci aiuta attraverso questi bandi a realizzare attività che aiutano il prossimo utilizzando lo sport. Senza questi sostegni non potremmo mai e poi mai raggiungere questi obiettivi. La Regione e tutti gli assessori che lavorano quotidianamente sono la nostra forza. Li ringraziamo”.

Parliamo spesso di inclusione e integrazione – ha concluso Cugliandro – ma noi preferiamo parlare di condivisione”. Un cambio di prospettiva che trasforma il progetto in un laboratorio vivente di relazioni, dove lo sport diventa il ponte per superare ogni barriera, a cominciare da quelle invisibili che spesso fanno più paura di quelle fisiche. “Mettiamoci in Gioco” coinvolgerà direttamente dodici partecipanti tra minori e adulti, affiancati da operatori e tecnici specializzati. Un numero destinato a crescere, come ama ripetere la sua ideatrice: perché i progetti veri non si chiudono mai, ma si allargano, si riempiono di nuove storie e diventano comunità.

 

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