Super gancio di fine anno: Flavio Carera

 

 

3 scudetti, 1 Coppa italia ed una Supercoppa Italiana con la Virtus Bologna. Medaglia d’argento con la nazionale agli Europei di Barcellona nel 1997, due ori ai mondiali Over 45 con due ex neroarancio: nel 2009 con l’ex coach e play della Viola Ale Fantozzi e nel 2011 con Roberto “Bull” Bullara, con il quale nell’Agosto di quest’anno ha conquistato per la terza volta consecutiva anche la medaglia d’oro agli Europei. E’ uno dei monumenti della pallacanestro italiana, un campione ed un grande uomo dentro e fuori dal parquet dove rimarranno memorabili i suoi “ganci cielo”, anzi IL gancio cielo “alla Flavio Carera”.

Partiamo dalla tua più recente esperienza, raccontaci di questa nazionale italiana Over 45 e delle, immaginiamo, grandi soddisfazioni nel portare a casa tante medaglie negli ultimi anni.

Per quanto riguarda gli ultimi successi con le varie nazionali over, di cui fanno parte o hanno fatto parte giocatori di vostra conoscenza (con Tolotti nell’oro Over 40 2008 a Pesaro, con Alessandro Fantozzi nel 2009 a Praga, con Bullara nel 2011 e 2012 in Brasile e Lituania) sono state delle esperienze meravigliose, coronate da vittorie, un modo di ritrovarsi e rimanere ancora bimbi cercando di correre, saltare e tirare a velocità sicuramente diverse dal passato ma sempre con lo stesso spirito di sempre, cioè divertendoci ed amando la pallacanestro che è stata la nostra vita; ovviamente il fatto di vincere sotto la sapiente guida di Alberto Bucci, che ancor ora ci “cazzia” alla veneranda eta’ dei 50 anni ci rende orgogliosi di quanto abbiamo fatto in questi anni.

Sono davvero tanti i precedenti qui a Reggio negli anni ’80 e ’90 quando vestivi le maglie di Livorno prima e Virtus Bologna poi; ma anche nel 1999 con la maglia di Fabriano contro la Viola di Ginobili e nel 2001 quando con la maglia di Montecatini affrontavi la Viola di Montecchia e Carlos Delfino. Noi ricordiamo chiaramente con piacere quelli contro quella Panasonic di Volkov e Garrett, che probabilmente in quella stagione 92/93 era da scudetto.

Quali sono i tuoi ricordi più belli e quale quello più vivo (se ce n’è uno) delle sfide contro la Viola?

Di Reggio Calabria e delle sfide con la Viola, ho dei ricordi stupendi: prima di tutto il meraviglioso o, anzi, i meravigliosi palasport di Reggio, il Botteghelle e il Pentimele, sempre pieni, molto caldi di entusiasmo e allo stesso tempo sempre corretti e sportivi. Ho incrociato diverse squadre della Viola, quelle guidate dal Buon Cacco Benvenuti, dal mitico Zorzi, da Carlo Recalcati, dal buon GM Costa e da Gebbia, sfide sempre combattute a volte vincenti e a volte perdenti per me e per la mia squadra. Sfide indelebili che rimarranno nel mio cuore, logicamente il fascino del Pentimele strapieno di tifosi reggini rimarrà ben impresso nella mia memoria, ovvio che la squadra del 92-93 con Garrett e Volkov penso sia stata quella che abbia regalato le migliori soddisfazioni e dove avete raggiunto l’apice, una finale scudetto per voi accarezzata e “maybe” scippata, ma lasciamo perdere questi tasti, con Livorno a me successe lo stesso. Ricordo anche l’altrettanto valida Viola di Ginobili con cui raggiungeste di nuovo la serie A1, mi pare nel 1999. Una cosa è certa, una grande e bellissima squadra trascinata da un pubblico strastrastrawonderfullll.

Quanto è cambiata la pallacanestro italiana da quegli anni e cosa è necessario fare, secondo te, oggi per rilanciare il basket in Italia che sta indubbiamente attraversando un periodo di profonda crisi?

 

Sicuramente la pallacanestro è cambiata moltissimo, del resto è cambiato il secolo. Ovvio sto scherzando, però è altrettanto vero che abbiamo perso delle identità, delle certezze, abbiamo bisogno di ridare spazio sicuramente ai giocatori italiani che allo stesso tempo devono dimostrare di aver voglia di fare, di emergere e competere con le nuove leve europee; ovvio che vedere pochi giocatori italiani in campo in serie A1 ed A2 deve fare riflettere, eppure ieri sera, vedendo il derby del sud tra Avellino e Caserta, proprio i giocatori italiani ci hanno entusiasmato vedi i vari Mordente, Gentile, Maresca, Spinelli, quindi forza “bimbi italiani”.

Da grande appassionato di pallacanestro, sei stato illustre spettatore del match tra Treviglio e Viola.

Che idea ti sei fatto della Viola di coach Ponticiello? Come saprai, dopo un inizio un po’ stentato la società reggina è intervenuta sul mercato e la squadra veniva da una serie positiva di quattro partite vinte su cinque. Anche Treviglio, con l’inserimento di Pederzini, ha ritrovato quell’identità che sembrava aver perduto a Novembre dopo un inizio stellare (7 vittorie consecutive). Che partita hai visto?

Sono stato spettatore di una piacevole partita tra Treviglio e Viola, due squadre interessanti e piacevoli da vedere giocare. In questa occasione direi che Treviglio è stata superiore ma devo dar merito alla Viola che comunque non ha mai mollato nonostante a volte il passivo abbia toccato anche i 18 punti di svantaggio. Individualità interessanti da entrambe le parti, per Treviglio sicuramente l’innesto di Pederzini si è rilevato stra-importante, coaudivato dal sempre eccellente Perego e ieri anche da un buon Malagoli. Per la Viola, peraltro fatta da giovani interessanti come Fontecchio (oggi purtroppo peraltro penalizzato dai falli), Fabi e con altri giocatori nel pieno del loro vigore fisico, tipo Quaglia ed Ammannato, e sotto la regia del buon Piazza e dell’esperto Caprari potranno sicuramente far bene nel proseguimento del campionato.

Credi che la Viola abbia le carte in regola per mantenere la categoria e dunque aspirare ad uno dei posti in quella che sarà la futura Legadue Silver?

Penso che sicuramente sia Treviglio che la Viola potranno dire la loro in questo campionato, peraltro molto equilibrato. Ovviamente il mio augurio sentito sarebbe quello di rivedere quanto prima la Viola nelle serie che più le competono, per la storia di questa società, per l’entusiasmo dei tifosi del Pentimele e per la città di Reggio Calabria; il basket di alto livello ha bisogno di piazze così importanti, come Reggio Calabria, Torino, Livorno, Treviso, città storiche della pallacanestro italiana, quindi il mio augurio è quello di rivedervi quanto prima nell’elite del basket.

Flavio, grazie infinite della tua disponibilità e speriamo di vederti di nuovo a Reggio, magari da spettatore di una delle prossime partite della Viola.

Grazie del tuo e vostro invito e chissà che prima o poi magari le nostre strade si possano incrociare. FORZA VIOLA !!!!

Nino Romeo per Reggioacanestro.it

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