Tirala da tre la Ndrangheta non c’è

La band reggina di musica reggae e hip hop , da sempre impegnata nel sociale, ha voluto lanciare questo messaggio per dare una ”scossa alla città, per provocare reazione lanciando un messaggio forte sulle mura di un monumento-simbolo di questa città, peraltro situato a pochi metri dalla Procura Generale, teatro dell’attentato del 3 gennaio scorso”.
”Abbiamo voluto – spiegano ancora i Kalafro – alzare la voce senza il microfono in mano, per una volta”.
E in effetti l’operazione-luna e il suo No alla ndrangheta hanno colpito molto l’opinione pubblica, scatenando un tam-tam sulla rete anche grazie alla segretezza inizialmente mantenuta.
Ma ci sono altri motivi dietro al gesto di queste notti: i Kalafro hanno iniziato una collaborazione con il Museo della Ndrangheta sulla quale – dicono – ”saprete tutto nei prossimi giorni ma per adesso non possiamo riverlarle, anche per non snaturare la nostra operazione-luna e non distogliere l’attenzione dal messaggio”.
Un’operazione spettacolare e forte, dal forte valore simbolico per ”suonare la svaglia” a una città che, forse, comincia pian piano a sentirla.

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