TRA REGGIO E MELITO HO LASCIATO UN PEZZO DI CUORE:PARLA COACH DARI

L’allenatore livornese è stato il responsabile dell’Audax Campus, ha diretto anche la C nazionale della defunta compagine bianco-blu. Oggi lavora in Toscana.Grande amante del basket. Ripartenza? Dovremmo fare tutti un passo indietro. Le sfide tra la mia Livorno e la Viola? Young fece 51 punti.

Innanzitutto come stai vivendo questo particolarissimo momento ? A dirla tutta ti abbiamo visto sui social , uscire dal blocco di Elvis Rolle ed in arresto e tiro provavi ad emulare Addison. Come va ?

Salve a tutti, è sempre un piacere parlare con i calabresi in generale e con voi in particolare. A Livorno la situazione è tranquilla, abbiamo avuto pochissimi casi di Covid 19 ed è stata la città meno colpita della Toscana però rispettiamo correttamente le disposizioni e quindi viviamo come tutti in casa. E’ un momento di riposo per gli allenatori ma anche di studio e di preparazione perché è giusto farsi trovare pronti quando riprenderemo l’attività. Il video che avete visto sui social è nato per scherzo dopo giorni di forzata reclusione. Avevo visto nei giorni precedenti video analoghi di tanti colleghi; addirittura Ettore Messina ne aveva fatto uno il giorno precedente. A quel punto ho deciso di farne uno anche io da buon “Piellino”, ovvero da tifoso della Pallacanestro Livorno rinverdendo i fasti degli anni ’80. E’ stato divertentissimo ed è stato apprezzato anche dal mio grande amico Flavio Carera che in quegli anni era sull’altra sponda livornese, alla Libertas.Flavio sta vivendo come tutti i bergamaschi un momento molto difficile e mi ha fatto piacere avergli inconsapevolmente regalato un sorriso in quel momento.

Che momento sta vivendo il basket in Toscana ?

La Toscana è una regione di tradizione per quanto riguarda il basket. Nonostante la crisi economica che va avanti ormai dal 2008 le società sono comunque riuscite a trovare risorse necessarie per portare avanti un buon movimento grazie anche al settore giovanile e al minibasket che da noi sono come una cosa imprescindibile per tutte le realtà. Certamente dopo lo stop all’economia tutte le società dovranno fare i conti con la mancata entrata di sponsor e di quote in questi ultimi mesi ma soprattutto dovranno capire su quali risorse potranno contare in prospettiva della prossima stagione. E non sarà facile per nessuno.

Momento particolare per l’economia della nazione e di conseguenza nel basket. Cosa cambieresti in vista di una pronta ripartenza dei regolamenti attuali ?

In un momento del genere credo che ognuno debba fare la propria parte. Le società rappresentano lo snodo di tutte le attività e vanno salvaguardate.

Tutti noi dovremo fare un passo indietro: giocatori, allenatori e dirigenti dovranno entrare nell’idea di guadagnare meno. Le società dovranno riscoprire la vocazione di lanciare realmente i giocatori del proprio settore giovanile. La Federazione dovrà svolgere il ruolo più importante in tutto questo processo abbattendo i costi di tutto, dai parametri ai nas, alle tasse gare. Infine il governo e gli enti locali dovranno predisporre nuove tariffe per l’utilizzo degli impianti. Ci vorrà buon senso da parte di tutti. Stiamo vivendo una vera e propria guerra, in questo caso batteriologica e dovremo affrontarne i postumi come avviene per tutte le guerre con un periodo più o meno lungo di sacrificio.

Capitolo amacord. Parlavamo di Livorno negli anni 80 e 90 . Livorno e Reggio hanno condiviso tante sfide. Quali ricordi porti particolarmente con te di quelle gare ?

Partite sempre molto accese e talvolta stupende. Quella che ricorderò sempre fu Libertas Livorno – Viola Reggio Calabria del 9 Dicembre 1990 quando Micheal Young all’esordio segnò 51 punti. Era arrivato pochi giorni prima a sostituire Dan Caldwell infortunato. La Viola perse di un soffio ma fece una grande stagione e tutti noi presenti li intuimmo che aveva portato in Italia un vero e proprio fenomeno.

La tua avventura in Calabria si è divisa tra Melito Porto Salvo e Reggio Calabria. Hai lasciato un pezzo di cuore qui ? Cosa ricordi ?

Ho lasciato un pezzo di cuore e non solo quello. Quell’esperienza mi ha fatto conoscere tanti nuovi amici, mi ha permesso di visitare posti stupendi nei quali sono tornato a più riprese in vacanza negli anni successivi ma soprattutto mi ha cambiato profondamente perché dopo aver vissuto da voi ho capito che oltre al basket ci sono tante altre cose nella vita che meritano di essere vissute profondamente con il giusto ritmo di vita.

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