TUTTA LA PASSIONE DI DIEGO DELFINO, DALLA IONICUP
Ex giocatore dai capelli biondissimi e oggi coach della Lumaka, Delfino è stato protagonista, prima in campo e ora in panchina a servizio dei giovanissimi.
“Ormai ci ritroviamo a tutti i tornei del mondo – scherza Delfino, accolto dalla calorosa atmosfera della manifestazione – . Siamo stati qui due anni fa e le impressioni sono bellissime: accoglienza fantastica, atmosfera unica. I ragazzi stanno crescendo, si stanno divertendo e questo è l’importante”.
Il coach a servizio del mondo Lumaka, però, ammette un piccolo “conflitto di interessi” emotivo: presente allenatore ma anche da papà appassionato, Delfino vive il torneo con uno sguardo doppio. “Prima la manifestazione a Siderno, ora a Locri – spiega – sono tappe importanti per farli crescere. Confrontarsi con squadre che vengono anche da altre regioni è fondamentale: il basket è un contesto sano e ha bisogno di tanti ragazzini per giocare”.
A ricordare i tempi che furono ci pensa il cronista, che rievoca il Delfino giocatore, parte di quel fantastico gruppo della Viola classe 82. “Quanto sono cambiati i contesti giovanili da allora?”. La risposta del coach è misurata ma lucida: “Oggi si chiede di più ai ragazzi un lavoro di psicomotricità nel minibasket, mentre ai nostri tempi forse si partiva subito con più tecnica. Gli allenamenti erano più intensi, oggi si gioca di più. Ma la strada intrapresa è quella giusta: piano piano cresceranno e arriveranno a fare le cose che facevamo noi, forse un pelino prima”.
Delfino guarda con ottimismo al panorama cestistico calabrese. “Noi siamo figli di anni forse irripetibili della Serie A in tutte le discipline – ricorda – ma oggi il movimento sta crescendo. Ho visto la Serie C, la DR2, la DR1, il CSI, l’ASC: tante piccole realtà che stavano scomparendo e ora stanno rientrando. Possono prendere come bacino d’utenza questi ragazzi che crescono, e il movimento si sta risollevando”.
Tra i ricordi più belli, Delfino cita i tornei della sua giovinezza e un aneddoto che sa di leggenda: “Ricordo un concentramento nazionale contro la Virtus, che aveva tale Barlera, oggi purtroppo non più tra noi. Già allora era un super giocatore, un ragazzo che ti trovi davanti. “.


