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UN VIAGGIO AI GARDENS,IL TORNEO PIU’ IMPORTANTE D’ITALIA

TORNEO DEI GIARDINI MARGHERITA, LA FINALISSIMA È OGGI AI GARDENS: “UN SOGNO CHE CRESCE ANNO DOPO ANNO” – PAROLA DI SIMONE MOTOLA

Speciale RAC dal torneo estivo più importante d’Italia a Bologna. La storica kermesse si prepara all’atto conclusivo con diretta Sky e ospiti d’eccezione. Incontriamo Simone Motola tra ricordi, campioni e progetti per il futuro.

È il giorno della verità ai Gardens Margherita. Il sole cocente e l’aria carica di adrenalina fanno da cornice alla finalissima del torneo che, estate dopo estate, si è ritagliato un posto d’onore nel panorama cestistico nazionale. E per l’occasione, gli occhi non saranno solo quelli degli appassionati presenti sugli spalti: la sfida decisiva sarà trasmessa in diretta anche su Sky, a suggellare il livello raggiunto da questa manifestazione ormai storica.

In questi giorni, abbiamo incontrato Simone Motola. Lo abbiamo trovato nel suo “habitat naturale”, tra il viavai dei giocatori di talento e tanto coinvolgimento.

 

“Siamo a casa tua, Simone. Come stai?”
“Un po’ stanco, ma bene dai – ci risponde con un sorriso – siamo arrivati quasi alla fine. Un bilancio? Sempre meglio, sempre in upgrade, tempo permettendo. È chiaro che il meteo fa la differenza per un evento all’aperto, ma abbiamo fatto delle piccole aggiustamenti e ogni anno cerchiamo di crescere, se è possibile.”

Dietro a quella stanchezza, si intravede l’orgoglio di chi ha costruito qualcosa di unico. Motola non è solo un organizzatore, è il custode di una tradizione che affonda le radici lontano, quasi in un’altra epoca.

E proprio quella passione ha portato il torneo a espandersi. Oggi i Gardens sono un punto di riferimento a livello tricolore, ma guardano già al Sud. La nostra curiosità ci porta a chiedere: “Pensate di arrivare in Calabria?”

“Ma sicuramente Reggio sarebbe una piazza prestigiosa – ammette Motola – L’anno prossimo però credo che per il Sud punteremo sulla Puglia.” 

E parlando di campo, la domanda che tutti i tifosi si fanno è: qual è il giocatore più forte che hai visto nella tua storia qui? La risposta di Simone è netta e sorprendente.

“Dal punto di vista della forza all’interno di questo campo, Cempini – dice senza esitazione – era un giocatore che faceva la Serie B, allora B1, e faceva 30 punti a partita ai giardini. Era una macchina, in alcune zone del campo aveva delle sue mattonelle dove era praticamente immarcabile. Poi è chiaro che come livello ci sono giocatori più forti, ma se guardi la storia, ha vinto il titolo di capocannoniere per più anni. È quello che mi ha impressionato di più perché comunque non era un giocatore di Serie A.”

E se la forza si misura in numeri, l’emozione si cristallizza in un’azione che resta impressa per sempre. Gliene chiediamo una.

“Beh, il canestro da metà campo di Casadei – ricorda con gli occhi che brillano – di tabella, che eliminò la coppia Hacket Mancinelli in semifinale. Detto niente, insomma, due due qualsiasi.” Un gesto che sa di leggenda, di quelle giocate che solo un torneo come questo può regalare.

Detto, fatto. Nel frattempo, il sipario si alza. La finalissima sta per cominciare, e chissà che quest’anno non nasca un nuovo capitolo di quella storia che, parola di Motola, “non finisce mai”

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