Una folla incredibile per la Serie D

“Domenica giochiamo contro il Cus Cosenza, il Palazzetto ha già cento posti a sedere prenotati, probabilmente lo spazio non basterà”.

Frasi che fanno pensare e fanno capire che, il basket, nonostante delle regole assurde è capace di battere qualsiasi barriera o scelta federale assurda.

Domani il Centro minibasket dell’Arberia, condotto da un nome che non ha bisogno di presentazioni come Gigi Delli Carri è pronto a riscaldare il Palazzetto di Santa Sofia d’Epiro centro di una Calabria che ha voglia di ruggire.

Ne abbiamo parlato con l’allenatore-giocatore della neonata Arberia, squadra leader nel girone di Promozione silana, Vincenzo De Marco, veterano eletto miglior giocatore del territorio cosentino del basket da Comitato Olimpico.

Arberia in Serie D, cosa vuol dire per te?

Tanta felicità dopo un anno di sacrifici in un nuovo è difficilissimo ruolo come quello dell allenatore , ma se i risultati ogni volta sono questi allora lo farei altre mille volte soprattutto davanti al mio pubblico che per tutti questi anni è stato sempre al mio fianco!

Annata importante e vincente con tanto coinvolgimento. Cosa ti aspetti dal futuro di questo progetto?

Dopo l’ultimo anno difficile a livello cestistico avevo pensato di dedicarmi in pieno alla mia famiglia , ma quando poi amici di sempre ti chiamano e ti propongono un qualcosa di concreto e ambizioso nel tuo paese e soprattutto ti fanno sentire importante , i miei sentimenti verso quello che coltivato e amato per 25 anni hanno fatto riattivare la mia voglia per lo sport che amo, è così sono bastate un po di cene e serate insieme per programmare l annata e per farmi vivere una seconda giovinezza; il futuro al momento è la finalissima di domenica contro il Cus ,per il resto se ho sposato questo progetto so già le intenzioni della società, a giugno basterà una cena uno sguardo e la programmazione non avrà bisogno di grandi sconvolgimenti!

 

Un gruppo di amici che si è ritrovato: è stata questa la carta vincente?

Certamente è stata la mia unica e prima regola che ho imposto prima di iniziare questa avventura giocare e divertirmi con gli amici di sempre e con compagni che nel campo non ti tradirebbero mai , il sudore in campo le feste fuori, questo è il mio cartellino da visita questa è stata la nostra arma vincente!

 

Antonio Caputo esce tra gli applausi dal vostro territorio. Un amore che si può ritrovare?

Quando una persona come Antonio lascia qualcosa dopo anni nel cuore dei tifosi allora vuol dire che è ancora amore, non ti nascondo che molta gente al palazzetto è venuta per vedere è tifare per lui e tutti noi sogniamo un suo ritorno , ma per il fantamercato ci dobbiamo risentire per luglio, Caputo va corteggiato nel modo giusto.

 

Squadre ridotte ai minimi termini.Ripartire dai centri dove non c’è più pallacanestro potrebbe essere la chiave. E’ stato difficile riprendere il cammino dopo il forfait del San Demetrio Corone di qualche anno fa?

Non so se è possibile ripetere le annate precedenti dove l’ex presidente Vacalebre aveva dedicato tutto il suo tempo e stava a contatto quotidianamente con tutta la comunità affinché tutto andava per il verso giusto e la gente era sempre presente e festante all interno del palazzetto , al momento questa è una società giovane con molta voglia di crescere , i centri piccoli come il nostro non aspettando altro che venire domenica pomeriggio a sostenere i nostri colori ed è quello che manca nelle grandi città calabresi, sono già in visibilio per la finalissima di domenica , le sorprese non sono ancora finite !

Vorrei concludere ringraziando tutto lo staff di Reggioacanestro per il lavoro svolto diligentemente durante tutto questi anni , perché è anche grazie a voi che le nostre piccole realtà hanno un po’ di gloria e visibilità !

 

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