VIOLA: IL PUNTO SULLA VICENDA FIDEJUSSIONE

di Giovanni Mafrici – Ecco i possibili scenari.

La radiazione, oggetto delle pagine dei giornali nazionali, non è contemplata.

In casa Viola Reggio Calabria non è arrivato nessun deferimento ufficiale,  nonostante l’allarme lanciato sui maggiori media nazionali al grido: “Reggio Calabria è già stata esclusa”.

La società reggina, dovrà difendersi ugualmente in vista dei tre gradi di giudizio previsti per la problematica legata alla fidejussione che sta preoccupando l’intera popolazione sportiva reggina.

Quel che trapela? Dall’accusa non si parla assolutamente di radiazione o esclusione dal campionato.

La pena massima, in estrema ratio ed in condizione di caduta di ogni tentativo di difesa, potrebbe essere rappresentata da una forte penalizzazione o dalla retrocessione nel campionato inferiore, la Serie B.

Martedì prossimo sarà, con ogni probabilità,  il primo giorno utile per la divulgazione del primo grado di giudizio: la Viola potrà ricorrere eventualmente in appello con una nuova udienza con data massima 22 Aprile,  ovvero il giorno dell’ultima partita di campionato tra i neroarancio e la Cuore Basket Napoli, attuale fanalino di coda del campionato.

Il quartier neroarancio tace e preferisce agire in silenzio,  senza proclami, ma manifesta, velatamente  il malcontento per una situazione che è diametralmente opposta al cammino splendido di un team attualmente sesto in classifica: la compagine nero-arancio è  in piena zona Playoff con un pubblico in crescita e numericamente dominante rispetto alla stragrande maggioranze delle piazze del campionato.

Non dobbiamo  dimenticare l’Under 18 che ha conquistato il titolo interregionale e si sta preparando in vista dello spareggio contro la vincitrice del campionato sardo.

Le carte sono in mano a massimi esperti del settore pronti a difendere i neroarancio sulla vicenda fidejussione.

 

Interviste e dichiarazioni ufficiali? No, non è il momento e la società preferisce preservarsi.

La stessa sta lavorando fianco al fianco con i legali per accertare le problematiche occorse, tutelarsi (si è già dichiarata parte lesa) e reagire contro un panorama cestistico che, ad oggi, probabilmente senza conoscere a fondo la vicenda, senza un giudizio espresso o dei dati evidenti, ha già condannato la Viola.

Sul web e sulla carta stampata circolano già le classifiche ipotetiche e tutte da concretizzare del girone Ovest senza la Viola, come se la sentenza “di morte” del team nero-arancio fosse stata già scritta.

Dai principali dirigenti nero-arancio trapela rabbia e non è comunque da escludere una prossima conferenza stampa dei protagonisti che argomenti su quanto sta accadendo.

La vicenda, come già evidenziato passerà dai tre gradi di giudizio fino all’Alta Corte del Coni: un caso anomalo ed atipico nel suo genere in questa competizione.

Per trovare casi analoghi bisogna trasferirsi al mondo del calcio.

Il network promette scintille e combattimenti in sede di giustizia con, in estrema ratio, la possibilità di abbandonare polemicamente e con disprezzo le competizioni cestistiche,  lasciando un grande “buco” nell’intero basket di Calabria.

E’ indubbio che qualora la Viola sia ritenuta “colpevole” dovrà saldare una pena che, al momento, appare però lontana anni luce dalla radiazione.

Gli scenari, dunque, ad oggi potrebbero rivelarsi molteplici:

  1. La retrocessione del club in serie B
  2. Una forte penalizzazione che potrebbe portare il team di coach Calvani a non disputare i PlayOff ed addirittura a disputare i PlayOut.
  3. L’archiviazione del caso.

La terza ipotesi, dunque, potrebbe essere un nulla di fatto che andrebbe a tranquillizzare la piazza che ha dimostrato con i fatti, in più occasioni e tra mille difficoltà (con gestioni diverse, uomini diversi, tra errori e ripartente) di volere l’esistenza del basket in riva allo Stretto, costante (o quasi) che dura dal 1966.

La tristezza di una questione delicata e tribolata è manifestata dai supporters occasionali, bravi a salire sul carro nei momenti floridi e di vittorie,  trasformati in haters spietati davanti alle difficoltà.

Dove eravate quando la Viola giocava al PalaMaiata di Vibo Valentia? Quando si scendeva a Piazza Italia per non farla morire? Ai tempi della Serie D?

Romanticamente, i tifosi più affezionati, quelli con il pesce spada cucito addosso sono pronti a tutto: lo slogan “della categoria non ce ne frega un c…..” è più vivo che mai…comunque vada.

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