VIOLA, LA SPERANZA E’ L’ULTIMA A MORIRE… MA I PUNTI INTERROGATIVI SONO MOLTEPLICI

Ecco tutti gli scenari dopo la “stangata” dei 34 punti di penalizzazione.

 

Ricapitolando…

Nessuno, nessuna commissione specializzata, proprio nessuno a Luglio 2017 si occupa di controllare le carte e le garanzie che tutte le società devono presentare per l’accesso al secondo campionato nazionale di serie A di pallacanestro maschile italiano.

Davvero? Sì, è tutto vero, non controlla nulla nessuno.

A Febbraio 2018, “qualcuno” si sveglia e si accorge che la Viola Reggio Calabria ha presentato una fideiussione “non regolare”.

I rappresentanti della società Viola vengono, dunque, convocati ed illustrano i fatti.

Nel frattempo, il campionato continua “regolarmente” per altri due mesi e la squadra, che nel girone di ritorno mette in mostra la migliore pallacanestro dell’intero girone Ovest, alla data di ieri, 8 Aprile 2018, raggiunge matematicamente i playoffs con 32 punti in classifica.

Oggi 9 Aprile, il Tribunale Federale, applica una sanzione di 34 punti di penalizzazione; si badi bene… 34 non 32.

E’ chiaro, dunque, che siamo di fronte ad una casistica di presunta “frode” la cui penalizzazione non è “oggettiva” e viene definita esclusivamente sulla base dei punti in classifica che la squadra ha finora ottenuto sul campo.

E’ chiaro anche ad un essere “non pensante” che se la Viola oggi fosse stata ultima a 4 punti, avrebbe subìto 6 punti di penalizzazione.

Se, invece, la squadra oggi fosse stata prima in classifica a 40 punti i punti di penalizzazione sarebbero stati 42.

Ma, poichè alla data di ieri (8 Aprile), ne aveva accumulati 32… il Tribunale applica una sanzione di -34.

E’ chiaro, quindi, come si sia voluto (e dovuto?) attendere, di proposito, fino ad oggi per poter applicare una penalizzazione quanto più possibile “scientifica”, decisa senza dubbio nella notte tra ieri ed oggi, per evitare che la Viola possa finanche avere la minima speranza “aritmetica” di salvarsi sul campo.

In sostanza, nella “speranza” (!!!) di non falsare un campionato (in realtà già falsato da Luglio stante la sentenza odierna) ma soprattutto per tutelare chi ad inizio stagione non ha effettuato alcun tipo di controllo, il Tribunale Federale applica una sanzione che, alla data del 9 Aprile 2018 (non alla data di Febbraio 2018), impedirà alla Viola di raggiungere qualsiasi tipo di traguardo sportivo in questo campionato, condannandola senza se e senza ma alla retrocessione con 3 partite ancora da giocare (di fatto già “falsate” dalla sentenza odierna che costringerà la Viola a giocare pur sapendo di essere già retrocessa).

Tutto lineare…o quasi. Giusto?

Cosa può succedere adesso – Dopo la sentenza di primo grado appare scontato il ricorso del team. Il Tribunale Federale ha, però, annunciato che le motivazioni saranno depositate entro dieci giorni (e nel frattempo sarà trascorsa un’altra giornata di campionato), dopodichè il club avrà la possibilità di presentare entro altri trenta giorni le due controdeduzioni in vista della decisione, che sarà esecutiva al cento per cento, del secondo grado della Corte Federale d’Appello.

L’udienza sarà fissata in base alle valutazioni della difesa della Federbasket che potrebbe chiedere la procedura d’urgenza per arrivare ad una sentenza prima dell’inizio della post-season programmata per domenica 29 Aprile 2018.

L’ultimo grado di giudizio, l’Alta Corte del Coni potrebbe eventualmente riammettere la Viola alla Serie A2 o decidere per la retrocessione.

Il secondo grado è il passo esecutivo della tribolata ed interrogativa vicenda.

Cosa fare adesso? Sostenere fino in fondo lo straordinario gruppo di atleti che onorerà l’impegno fino alla fine, ad Agrigento ed a Treviglio passando per l’ultima in casa contro Napoli.

Tutto finito? Il “Qui non si muore mai” non vi piace più? Vedremo cosa accadrà.

In linea di principio, considerando che dieci anni fa la Viola giocava in Serie D, nessun problema, nessun  “dramma”. Il Mito esiste, è ferito ma difficilmente morirà.

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