Viola, ribaltone! Ritorna Gianni Benedetto, con lui c’è Kim Hughes

Combattere la tragica situazione della Viola dopo sei sconfitte consecutive, una squadra molle che non difende, non sa “Prendersi le partite”, non sa fare gruppo? La società sceglie la storia attraverso una scelta forte ed inaspettata.

Il colloquio serale in quel di Milano con un nome altisonante del basket italiano come Fabrizio Frates non si concretizza.

Le voci di un ormai sicuro accordo con l’ex tecnico di Cantù erano veritiere ma il GM Gaetano Condello, a suon di motivazioni, cambia idea e lo fa con la spinta del cuore: la Viola sceglie una ripartenza forte, fortissima riportando in panchina Giovanni Benedetto dopo l’allontanamento della settimana scorsa impreziosendo lo staff tecnico con la collaborazione di Kim Hughes, mito indimenticabile del basket reggino e della gloriosa Cestistica Piero Viola, reduce dall’esperienza come Assistant Coach dei Blazers e tante esperienze negli anni passati nel basket NBA. 

Benedetto ritorna ad essere il Capo allenatore dello staff tecnico dove collaborano il vice Massimo Bianchi (anche lui volto glorioso del mondo in nero-arancio) e coach Bolignano.

Kimi Hughes sarà la carta in più: allenatore specifico per il lavoro individuale.

L’atmosfera, nonostante il romanticismo intrinseco che trapela da questa scelta,  è comunque nervosa, complici le sei sconfitte consecutive.

Dopo le parole introduttive del Presidente Branca e la continuazione della proprietà rappresentata da Giancesare Muscolino che ha sottolineato come il progetto rinasce dopo una falsa partenza è Giovanni Benedetto ad argomentare:

“Non si tratta di un ritorno perchè in realtà ci sono state solo alcune ore di separazione. Il nostro progetto non e’ fallito, ha incontrato delle difficolta’ che abbiamo messo sul piatto e che dobbiamo affrontare. Da oggi si inizia nuovamente a pensare in modo positivo al progetto che ha una conclusione naturale tra tre anni. Gli errori li abbiamo commessi tutti, nessuno escluso. Dobbiamo ricominciare dai 4 punti che abbiamo in classifica e sarà solo il campo a dimostrare se siamo forti o no. Chi non ha le caratteristiche richieste andrà via. Esamineremo tutto giorno dopo giorno, settimana dopo settimana. Il giudizio ultimo è quello del campo e noi siamo ultimi, cosa per cui siamo tutti scontenti, nervosi, leggermente incazzati ma con il nostro lavoro possiamo uscire da questo passo falso iniziale. Non sono tornato per prendermi i fischi del mio pubblico, che fanno più male a chi è reggino come me, ma perchè credo nel progetto che e’ partito l’anno scorso. Ci saranno parecchie modifiche che riguarderanno tutti quelli che mi sono stati vicino ed allo stesso tempo molto lontani. C’è bisogno di gente seria, di atleti che facciano seriamente parte del progetto, chi non vorrà sarà invitato ad uscire dalla porta,  al di là del cognome. Non ho bisogno di tutor: Kim Hughes ha il DNA Viola e darà una mano al progetto facendo parte dello staff. Io Bianchi, Bolognano e Hughes siamo uno staff, ognuno partecipa, a me la decisione finale. Hughes starà in tribuna ed avrà il compito di relazionare in prima persona con i nostri USA. Nessuno potrà mettere bocca sul mio lavoro il custode faccia il custode, il tifoso faccia il tifoso, i giocatori facciano i giocatori. Potevo stare a casa disoccupato e pagato ma io non voglio abbandonare la barca mentre affonda. Il primo che si metterà in mezzo alla mia strada sarà un uomo morto. Chi non dà una mano sarà fuori, la società mi ha dato pieni poteri e io li utilizzerò”.

Kim Hughes, invece, è di poche parole ma è pronto alla sfida: “Sono qui per dare una mano, per far tornare agli antichi splendori questa squadra e far dire ai tifosi che questa e’ una bella squadra. Non è un brutto roster ma c’è da lavorare tanto ed i giocatori devono imparare qualcosa di nuovo ogni giorno”.

E’ la mossa giusta per risollevarsi dall’ultimo, inaspettato e doloroso ultimo posto?

Il romanticismo lo mettiamo da parte: il campo sarà l’unico responso.

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