Viola,tempo di cambiamenti

“Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”, scrive Manzoni, descrivendo uno dei punti “forti” del carattere del personaggio centrale della sua letteratura.

E già è proprio così, anche se, spesso, contro chi il coraggio lo mette in campo, si sente pronunciare la fatidica affermazione: ma a fini chi ficiru, anzi spittaru troppu.

Questa è la sintesi dei quadri emozionali che si sono vissuti alla Viola, dopo la partita contro Roma: fare, fare subito, aspettare, cosa meglio fare, i pensieri travolgenti ed intanto la barca affonda.

Ma Il coraggio alla Viola lo hanno per dna (vedi campionati di A1 e A2 nella storia) e con questo coraggio hanno impostato la stagione 2015.16, per riprendere un cammino ingiustamente interrotto e per farlo anche per amore verso i tanti che l’hanno amata, riportando in campo il loro cuore ed il loro impegno.

Non è detto che chi ha coraggio, sappia individuare i pavidi e i non particolarmente capaci  da cui è circondato, magari  con  tanto di sorriso.

Questo è quello che è successo alla Viola: ha iniziato la stagione credendo di aver fatto tutto bene, di aver coinvolto tutti e si è accorta che molti non avevano capito la profondità della missione a cui avevano chiamato Muscolino, Branca, Monastero, Condello e Benedetto.

Un difetto non da poco, tanto non da poco che la squadra  non è nella posizione di classifica cui punta.

Tragedie greche? pianti da bagnaroti? no! ore di consultazione senza veli.

Benedetto out, poi il coraggio di ripensare se quella fosse la scelta giusta. No! non bisognava guardare ad un ingranaggio ma a tutto il motore.

Benedetto torna ma con il suo ritorno si incomincia di nuovo dalle basi del motore: staff, con Hughes in più, organico con rilettura dell’affidabilità dello stesso, piano comunicazione, controllo di gestione singoli piccoli ingranaggi e nel fine settimana lombardo tutto verrà messo in ordine, anche formalmente

SI INCOMINCIA DI NUOVO

Insomma il coraggio alla Viola c’è e se ne fa autorevole uso, principalmente ne fanno  buon uso quanti Nelle ultime ore sono chiamati a dirigere quella che deve diventare una meravigliosa, affiatatissima orchestra.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Show Buttons
Hide Buttons