Vis, si avvicina il big match,parla il play Scaffidi

 

 

Ci eravamo ritrovati in estate con un Fabrizio Scaffidi esordiente in questa C Regionale.Come ti stai trovando in questo campionato?

r:Il campionato ha confermato le convinzioni che avevo all’inizio, ovvero che il fattore fisico conta più del tasso tecnico ed è proprio questa la vera insidia per le squadre più valide tecnicamente che puntano alla promozione,perchè se ti capita la partita in cui vengono concessi contatti eccessivi rischi di innervosirti e di commettere eventuali passi falsi. Per quanto riguarda me invece sono molto contento di quanto dimostrato fino ad oggi e dei risultati conseguiti insieme ai miei compagni anche se ancora nulla è stato fatto.

Nell’ambiente non si parla d’altro.Vis contro Gioiese.Come vi state preparando alla sfida ? Avete le carte in regola per battere gli avversari?

r:Ci stiamo allenando serenamente come sempre, anche se si tratta di una bellissima sfida, importante per il proseguio del campionato, che può dare una bella spinta morale per arrivare fino in fondo a chi la porterà a casa. Affrontiamo una squadra forte e di certo non lo scopriamo oggi, ma sono molto fiducioso. D’altronde guardando la classifica non potrei non esserlo dal momento che siamo in vetta a pari punti.

Sono passati tanti anni da quando facevi canestro al Centro Viola con il gruppo ’84.Quante cose sono cambiate? Quante in meglio e quali in peggio?

 

r:Si è vero sono passati un bel pò di anni rispetto a quando giocavo nelle giovanili della Viola e mi ha fatto immensamente piacere ritrovare in campo tanti miei ex compagni o ex avversari, dandomi spesso la sensazione di tornare indietro nel tempo.

Forse non posso nemmeno fare un confronto rispetto ai tempi a cui ti riferisci perchè erano campionati completamente diversi così come era completamente diverso l’approccio al basket, basato quasi solo ed esclusivamente sull’aspetto tecnico su cui si lavorava quotidianamente e che, a mio avviso, almeno nel campionato di C regionale viene un pò tralasciato per una serie di fattori che sono anche inevitabili come ad esempio la presenza di tantissimi giocatori che lo vivono giustamente solo come un hobby che possa distrarli dalle fatiche lavorative e non come ragione di vita che li porta a dedicare ore ed ore di palestra per migliorarsi, cosa che invece si fa in maniera continuativa nei settori giovanili.

Intervista di Giovanni Mafrici per Reggioacanestro.com

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