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Vocaturo esulta, “Trovata la quadratura, ora testa alla Reghion”

Il CUS Cosenza vola in finale: 

COSENZA – Ci voleva un guizzo, una scossa, forse anche un pizzico di sana “follia” sportiva. E alla fine, quella famosa quadratura tanto cercata è arrivata. Il CUS Cosenza è in finale. A parlare, a caldo, è il coach Eugenio Vocaturo, che ai nostri microfoni racconta una serata perfetta, condita da sudore, intelligenza tattica e tanto fair play.

“Finalmente siamo riusciti a centrare la finale – esordisce Vocaturo con il sorriso di chi ha inseguito a lungo un sogno –. È il terzo anno che provavamo e niente, siamo contenti perché è stata una partita molto bella, ben giocata da entrambe le squadre, ben arbitrata. Ci siamo battuti al meglio delle nostre possibilità”.

 

L’avversario non era uno qualsiasi: dall’altra parte del parquet c’erano i Bolliti misti, pronti a fare valere il proprio pedigree. “Era questo il programma – spiega il coach – provare a duellare contro di loro. Partita bellissima, tantissimo coinvolgimento ed è andata bene”.

Ciò che rende ancora più speciale questa qualificazione è il contesto. Il CUS non è arrivato all’appuntamento al completo, e questo rende il successo ancora più significativo agli occhi del tecnico. “Siamo arrivati con qualche infortunato, con qualche assenza di troppo – ammette Vocaturo – e a maggior ragione la vittoria dei ragazzi è veramente importante perché ha dimostrato carattere, attaccamento alla maglia”.

A fare la differenza, in modo inaspettato, anche la presenza di un “dirigente”. Nel corso della gara, ecco spuntare l’esperienza di Simone Ginefra. “In questa partita i nostri avversari si sono rinforzati sul campo – racconta Vocaturo – e noi ci siamo rinforzati con l’esperienza di Simone, che è il nostro dirigente. Chiaramente ci ha aiutato a leggere alcuni momenti della partita e a gestire al meglio le situazioni più difficili”.

Gli avversari avevano un potenziale fisico esplosivo. Eppure il CUS è stato bravo a non farsi trascinare nel “tira e molla” del gioco rapido. “La partita l’abbiamo preparata così – svela il coach –. C’è stato un lavoro in cui abbiamo studiato loro, abbiamo scelto di rallentare i ritmi, di accettare anche la bagarre sotto canestro. Giocare ai nostri ritmi alla fine ci ha premiato”.

La finale ora sarà un duello stimolante, di nuovo contro i campioni d’Italia della Reghion, già incontrati in passato con i ragazzi del Green. Ma Vocaturo non vuole bruciare le tappe. “È sicuramente stimolante incontrarli per la seconda volta – ammette –la prima fu contro il Green. Per il momento ci godiamo questa serata, questa vittoria, perché è frutto di un lavoro che parte da molto tempo. Da domani metteremo la testa alla Reghion e cercheremo di fare, come sempre, del nostro meglio”.

 

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