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24/8, PER SEMPRE KOBE

Ogni 24 agosto, milioni di fan in tutto il mondo si fermano per onorare Kobe Bean Bryant, uno dei più grandi giocatori di basket di tutti i tempi. Un’icona soprannominata Black Mamba, il cui impatto ha travalicato i confini del campo da gioco, lasciando un’impronta indelebile nello sport, nella cultura popolare e nei cuori di chi lo ha amato. Murales colorati, statue imponenti e messaggi di affetto da parte di leggende dello sport, celebrità e appassionati continuano a rendergli omaggio. Non solo per la sua magia in campo, ma per i valori che ha incarnato: determinazione, amore per la famiglia e uno spirito indomito, simboleggiato anche dal legame speciale con la figlia Gianna.

 

Il Kobe Bryant Day venne istituito per la prima volta nel 2016 dal governo di Los Angeles, subito dopo il ritiro del campione dalla NBA. La scelta dell’8 agosto (8/24 nella notazione americana) celebra i due numeri di maglia indossati durante la carriera ai Los Angeles Lakers: l’8 e il 24. Due cifre che racchiudono un’era, due fasi di una carriera leggendaria. Nel 2020, dopo la tragica scomparsa di Kobe, della figlia Gianna e di altre sette persone in un incidente in elicottero, anche l’Orange County Board of Supervisors ha approvato all’unanimità la giornata ufficiale. Il Congresso americano ha inoltre presentato risoluzioni per renderla una ricorrenza federale, segno evidente della portata della sua eredità.

La storia di Kobe inizia molto prima dell’NBA. Cresciuto tra Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rieti e Pistoia, seguendo il padre Joe “Jellybean” Bryant, il giovane Kobe assorbì il basket italiano fin dall’infanzia. A Reggio Calabria, tra il minibasket e il Torneo Primavera organizzato dalle Suore in casa Pgs, mostrò già il talento e la competitività che lo avrebbero reso celebre. Ricordano ancora i suoi canestri agli intervalli della Standa Reggio Calabria, dove dominava su decine di bambini accorsi al campo del quartiere Botteghelle. Alto 198 cm, atletico, tecnico e vincente, Kobe divenne presto molto più di “il figlio di Joe”. Con movenze che ricordavano quelle di Michael Jordan, costruì una carriera straordinaria fatta di cinque anelli NBA, premi e record, ma soprattutto di una mentalità leggendaria: la Mamba Mentality.

Il 26 gennaio 2020, il mondo si fermò. L’elicottero che trasportava Kobe, Gianna e altre sette persone precipitò a Calabasas, in California. La notizia sconvolse ogni angolo del pianeta. Davanti allo Staples Center (oggi Crypto.com Arena), migliaia di fan si radunarono per veglie spontanee. Murales apparsi in ogni continente, tributi da parte di icone come Beyoncé, Jay-Z e leggende dell’NBA testimoniarono l’amore universale per il Black Mamba.

Oggi, il Kobe Bryant Day è molto più di una ricorrenza: è un movimento culturale. Solo nella California meridionale si contano oltre 600 murales dedicati a Kobe e Gianna. Nel 2024 è stata svelata una statua in bronzo alta 5,8 metri davanti al Crypto.com Arena, che immortalava uno dei suoi tiri da game-winning più celebri. Nello stesso anno, è stata aggiunta un’altra scultura raffigurante Kobe e Gianna insieme, simbolo del loro legame indissolubile, vissuto e spezzato insieme. Il 23 agosto 2025, giorno del suo 47° compleanno, la moglie Vanessa e la figlia maggiore Natalia hanno condiviso commoventi messaggi sui social. Un promemoria che l’eredità di Kobe è anche profondamente personale: fatta di amore, perdita e rinascita. Ogni anno, Nike celebra il campione con la “Mamba Week”. Nel 2025, l’evento è iniziato con un’esperienza formativa per giovani atleti, ispirati a portare la Mamba Mentality dentro e fuori dal campo. Una settimana di iniziative, prodotti tributo e momenti di crescita sportiva e umana. Il 19 agosto 2025, Vanessa Bryant ha pubblicato il libro “Mamba & Mambacita Forever”. Un’opera che raccoglie oltre 100 fotografie di murales dedicati a Kobe e Gianna in tutto il mondo, intrecciando immagini e parole per narrare la loro storia e mantenere viva la loro luce.

Oggi, il Kobe Bryant Day non è solo un tributo a un campione. È un invito a coltivare la determinazione, la dedizione e l’amore per gli altri. Perché la Mamba Mentality non si impara solo nei campi di basket: si vive ogni giorno. E Kobe, attraverso la sua famiglia, la sua arte, i suoi libri e i cuori dei suoi fan, continua a insegnarcelo.

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